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	<title>Barbax Studios</title>
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	<description>web design &#38; modern development &#124;&#124; Social Networking experiments</description>
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		<title>Creare un design di successo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 22:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[barbax]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[best practice]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[UI Pattern]]></category>

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		<description><![CDATA[Da dove viene l&#8217;ispirazione per un design di successo? Innanzitutto dovremmo interrogarci cosa sia un design di successo. Per come la vedo io, un design di successo è un design innanzitutto bello, abbastanza (e dopo capiamo perchè solo abbastanza) originale, di impatto che ottenga l&#8217;effetto desiderato, qualunque esso sia. Un design non può mai essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da dove viene l&#8217;ispirazione per un design di successo?</p>
<p>Innanzitutto dovremmo interrogarci cosa sia un design di successo. Per come la vedo io, un design di successo è un design innanzitutto bello, abbastanza (e dopo capiamo perchè solo abbastanza) originale, di impatto che ottenga l&#8217;effetto desiderato, qualunque esso sia.</p>
<p>Un design non può mai essere totalmente originale. Credo sia finita l&#8217;epoca della originalità e sia iniziata l&#8217;epoca in cui ci si interroga su cosa prendere, da chi prenderlo e come metterlo assieme. Tutto, (per beneficio di dubbio diciamo anche) o quasi tutto è già stato fatto sul web quindi è improbabile poter apportare innovazioni di design.</p>
<p>Seppur si parta con le più buone intenzioni e ci si metta davanti ad un foglio bianco con dei pastelli il risultato in qualche misura non potrà essere mai statisticamente originale. Il web spesso viene associato a sistemi biologici, più o meno intelligenti. Senza congetturare troppo su questo mi sento di dire che nel web di certo vigono le leggi di darwin. La selezione naturale è tra le piu belle caratteristiche del web.  I siti nascono, crescono, si riproducono, muoiono in funzione del successo che hanno. Lo stesso vale per quanto è legato al web come i browser (fortunatamente infatti internet explorer si sta lentamente estinguendo proprio grazie al darwinismo del web), gli standard, i protocolli, i design.</p>
<p><span id="more-303"></span>Da dove partire dunque per fare un design di successo? Innanzitutto, sempre con un pensiero alla genetica, bisogna prendere i geni dominanti, quelli che danno un vantaggio. Nel web questi geni si chiamano User Interface Patterns. Questi pattern sono una serie di regole che permettono a chi costruisce il design della UI di adottare delle best practice che garantiscono il raggiungimento degli obiettivi specificati nella descrizione del pattern stesso.  Basterà leggerli una sola volta per capire che quando riteniamo che un sito è bello e funzionale, probabilmente rispetta questi pattern. Leggerli non solo è piacevole ma la  loro conoscenza cambia l&#8217;approccio e la visione del web. Conoscere questi pattern è per un moderno deisigner come conoscere la differenza tra html e xhtml: un fondamento!</p>
<p>Una volta che si siano studiati i pattern e capito perchè un certo menu è fatto in un certo modo e con un dato colore  bisogna produrre qualcosa. Quando si deve creare un design è sempre qualcosa di speciale. Io personalmente son sempre molto riflessivo e introspettivo nella creazione di un nuovo design. Cerco di creare qualcosa di emotivamente significativo, che dia qualcosa oltre l&#8217;aspetto visivo e di utilizzo e che sopratutto comunichi una sensazione. Filosofia a parte, ogni volta che bisogna creare una design è sempre una tragedia! Son nervoso e indispettito con tutti, o come dice <a title="Fipillo" href="http://www.fipillo.it/" target="_blank">fipillo</a>, tendo a trattare la gente con sufficienza. Amici miei, se vi tratto con sufficienza è perchè son incazzato col mondo alla ricerca dell&#8217;ispirazione.</p>
<p>In questi casi gli approcci che io adotto per la creazione di un design son principalemnte  3</p>
<ol>
<li>Chromium , foglio di carta, matita, pastelli a olio, musica</li>
<li>Chromium ,Photoshop,Illustrator e musica</li>
<li>Uscire con gli amici a spassarsela <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<div>Chromium (Chrome per chi non usa linux) è il mio browser preferito ed è fondamentale per la creazione di un design.</div>
<div>Tipicamente infatti quando voglio creare qualcosa di nuovo, guardo cosa già c&#8217;è. Ripasso quello che so sui pattern UI e guardo qualche bel sito. Vedere cose belle aiuta a farne di altrettanto belle. Sia che si usi un foglio di carta o si facciano sketch su Phtoshop o Illustrator ho sempre il mio browser davanti con una decina di siti che mi trasmettono le emozioni che voglio trasmettere a mia volta.  E&#8217; importante ispirarsi senza copiare, senza usare gli stessi colori o le stesse forme ma traendo libera ispirazione da quanto di bello già c&#8217;è. Il resto è pura creazione, fantasia, estro e pazzia. Non bisogna mai farsi prendere dalla foga creativa ma interrompere il lavoro per dedicarsi all&#8217;approccio n°3 che è la parte più importante in quanto permette di tornare dopo qualche ora o dopo qualche giorno al proprio lavoro avendo dimenticato quanto si è fatto in precedenza. Questo permette di apportare idee nuove e imprevedibili.</div>
<div>Infine mi senti di dover parlare dell&#8217;orario. Non c&#8217;è un orario per il design perfetto, però c&#8217;è un orario in cui si è piu creativi. Io, son 11 anni che &#8220;creo&#8221; solo di notte. Il mio orario, l&#8217;orario in cui son davvero concreto inizia alle 21.30. Prima ho troppa voglia di perder tempo, uscire, suonare o ascoltar musica. La notte nel mio caso è la più grande fonte di ispirazione. Immagino non sia per tutti così, ma credo che ogn&#8217;uno abbia il proprio orario preferito. Qualunque sia il tuo orario ricorda di staccare e riprendere dopo aver fatto altro. Questo dà un tocco di imprevedibilità al tutto.</div>
<div>Buon design, e buonanotte!</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Organizzare un addio al Celibato</title>
		<link>http://www.barbax.it/2011/05/21/organizzare-un-addio-al-celibato/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 08:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[barbax]]></category>
		<category><![CDATA[addio al celibato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come organizzare un addio al celibato con i fiocchi. Consigli e scherzi per un addio al celibato perfetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Organizzare un addio al celibato non è mai cosa facile.</p>
<p>Prima di tutti bisogna capire cosa si vuole.  Prima di organizzarlo la prima volta ero convinto che l&#8217;addio al celibato fosse fatto di donne nude che ballavano davanti il futuro sposo, della serie guardare e non toccare. Poi però mi son scontrato con la realtà e non mi sembrava ne opportuno ne adeguato fare una cosa del genere.</p>
<h2>L&#8217;idea</h2>
<p>L&#8217;addio al celibato, deve essere qualcosa che da un taglio col passato. Una serata indimenticabile per il futuro sposo, una serata di bagordi tra amici, dove si fan stupidaggini, si ride e si beve tanto. Per incastrare tutto questo allora abbiam pensato, ispirati dalla rete, ad una &#8220;caccia al tesoro&#8221;. L&#8217;idea era di far conquistare le virtù del matrimonio attraverso delle prove e pagando dei pegni.<span id="more-293"></span></p>
<h2>La convocazione:</h2>
<p>Alla povera vittima è stata fatta recapitare sul posto di lavoro una lettera a firma del suo datore di lavoro (consenziente) dove lo si terrorizzava dicendo che era stata accettata la sua domanda di trasferimento. Scritto in piccolo c&#8217;era scritto che per rinunciare al trasferimento avrebbe dovuto presentarsi un tal giorno, a una certa ora, in un certo bar (La Corte Sconta di Padova).</p>
<h2>La prima virtù:</h2>
<p>Arrivato al bar, è stato accolto con gran casino da tutti noi. Lo abbiam costretto a denudarsi della camicia e fatto mettere una maglia preventivamente preparata con su scritto: AIUTO, tra poco mi sposo!Poi ha indossato lo zainetto che conteneva all&#8217;interno tutto il materiale che abbiam usato durante la serata per torturarlo e l&#8217;imbuto collegato alla tubo di gomma, nel quale randomicamente  versavamo un pò dei 5 litri di vino che avevamo portato con noi e che lui doveva bere senza protestare.<a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2.jpg"><br />
<img title="2" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2.jpg"><br />
</a></p>
<p>Gli è stata allora consegnata allora la prima busta istruzioni che recitava:</p>
<blockquote><p>Vai al banco e chiedi al barista una Rigogliosa Fava,</p>
<p>quando hai finito il bicchiere, torna al banco e chiedi se c&#8217;è altro!</p></blockquote>
<p>Ovviamente avevamo preventivamente preso accordi con il barista che è stato al gioco alla grande e devo essere onesto.. ha calcato alla grande la mano sui bicchieri di vino (sarà stata la compassione per il poveretto che si sposava). Usciti fuori beviamo e gli ricordiamo che deve tornare a chiedere se c&#8217;è altro per lui.</p>
<p>Entrato dentro il barista gli propone un un indovinello:</p>
<blockquote><p>Se la virtù vuoi conquistare,</p>
<p>senza pegno pagare,</p>
<p>la risposta mi devi dare:</p>
<p>Quant&#8217;è due piu due diviso due?</p></blockquote>
<p>Come si può vedere.. può essere inteso come (2+2)/2 o come 2+(2/2) e quindi, qualunque fosse stata la risposta, avrebbe sbagliato. Ed ecco che il barista gli porge il 2° Bicchiere ancora più colmo di quello di prima.</p>
<p>Uscito fuori forniamo alla povera vittima un megafono e gli facciam leggere il contenuto della prima busta:</p>
<blockquote><p>﻿﻿</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>BUSTA n° 1</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Finalmente qui sei giunto e sei pronto ad apprendere i doni che stai per ricevere. In questa serata felice,goliardica e mesta (poverino, tra poco finisce la festa) con tre doni tornerai a casa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ti verranno donate le 3 virtù del matrimonio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma le virtù non si regalano e dovrai conquistarle, con asperrima lotta, sangue e tanto vino. Un uomo per poter vivere deve prima morire, e tu da domani, vivrai, grazie a noi e alle virtù che ti doneremo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Prima di iniziare però devi conoscere:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;La sveglia dell&#8217;amore: Quando sentirai squillare la sveglia dell&#8217;amore avrai 15 secondi per abbracciare una gentil dama. L&#8217;abbraccio, caloroso, deve durare 30 secondi almeno. Qualora non rispetterai questi dettami verrai sottoposto alla pena del dado della tortura</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;Dado della Tortura: E&#8217; il tuo giudice. E&#8217; lo strumento che decide quale parte del tuo corpo subirà pena fisica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;Bottiglione dell&#8217;amicizia. Questo già lo conosci! Questa sera però sarà accompagnato dalla &#8216;cannola della salvezza&#8217; che sarà il tuo abbeveratoio esclusivo, per tutta la serata!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A questo punto, sei pronto a voltar pagina e leggere della prima prova.</span></span></p></blockquote>
<p>e la prima prova è stata:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1^ PROVA</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">In 30 minuti fai firmar. Così come previsto sulle stesse le 5 petizioni popolari che ti verran consegnate una alla volta. Allo scadere dei 30 minuti dovrai già trovarti “AI DO ARCHI”</span></span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Le petizioni erano oltremodo sconce e avevano tutte un target, ovvero per ogn&#8217;una c&#8217;era definito da chi andassero firmate. Lo scopo ovviamente era divertirci, far casino e fargli pagar pegno.</p>
<p>Un esempio di petizione è questa:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Petizione Popolare per la liberalizzazione della fxxa. Proponendo questa petizione tu proponi di istituire il reato di “fxxa di legno” per qualunque donna si trovi in territorio italiano e non faccia sesso per più di 24h.  La pena è la reclusione da 2 mesi a 2 anni e la multa da 200 a 2000€.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Regole:</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">La petizione và firmata da</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza strafiga</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza bionda</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza pelosa</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza con la mazza</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza brutta</span></span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Come si può imaginare&#8230; mezzora per far firmare 5 di queste petizioni alle ragazze da noi decise è un temo iniquo, per cui abbiam concesso 5 minuti per ogn&#8217;un&#8217;una delle petizioni. Ad ogni petizione (quindi tutte) non completata in tempo lanciavamo il dado che decideva quale parte del corpo depilare con le strisce depilatorie. Lo abbiam depilato un pò ovunque nel corso della serata. Svolgere queste prove è stato uno spasso, per noi e per lui. Siam incappati anche in un addio al nubilato, per cui anche lì, casino, baccano. Inoltre la sveglia dell&#8217;amore ha suonato tantissimo in questa prima fase ed ogni volta che il conteggio iniziava si alzava il coro 1, 2 ,3 ..; se una delle vittime non si concedeva all&#8217;abbraccio di 30 secondi.. bhe.. il dado era li pronto! Ovviamente in tutta questa fase.. l&#8217;imbuto è stato strausato!</p>
<p>Passata la mezzora siam arrivati al 2° bar dove gli abbiam consegnato la prima virtù, ovvero la fedeltà, simboleggiata da un cappio che ha indossato tutta la serata.</p>
<p>Ci son ancora 2 virtù da consegnare <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  &#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Università</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 16:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivò il periodo dell&#8217;università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;informatica, quella vera. L&#8217;informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivò il periodo dell&#8217;università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;informatica, quella vera. L&#8217;informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo fare una tesi sulla sicurezza informatica, credendo che conoscere qualche cosa di networking e qualche rimedio agli attacchi comuni fosse sufficiente a fare una tesi. Ho ricevuto parecchi schiaffi (morali ovviamente)  da Viviana che mi ha fatto capire che l&#8217;informatica è una cosa seria, che è una branca della matematica e che non basta credere ma bisogna sapere per essere un informatico. Ancora oggi penso che quello che sono oggi è in larga misura merito dell&#8217;incontro con lei. La mia tesi alla fine è stata sulla sicurezza informatica, sulle basi, ovvero la crittografia. Interessante studio e tesi mediocre.</p>
<p>Nello stesso anno feci un acquisto davvero azzardato: Matrox RTX 100; <span id="more-272"></span>una scheda di editing video realtime professionale che mi avrebbe permesso di portare avanti un altra delle mie passioni: il cinema. Volevo infatto fare dei corti e montarli. Montare i video che facevo con i miei amici. E volevo falo al meglio e quindi comprai il meglio. Purtroppo però ho fatto davvero pochi video e oggi la mia povera matrox non posso utilizzarla perchè è compatibile solo con wondows e io sono solo su linux al momento. Progetto però di creare piu in la un muletto con windows xp da utilizzare solo per i montaggi.</p>
<p>L&#8217;estate di quell&#8217;anno a Milano ebbi il mio primo contatto con Linux. Massimo (a.k.a. <a title="Maintux" href="http://maintux.wordpress.com/" target="_blank">Maintux</a>) che era già da un anno iscritto ad Ingegneria Informatica al POLIMI mi installò Ubuntu su un mio vecchio portatile. Lo ho usato poco quel portatile. Andava bene, ma non mi era utilissimo. Finchè non lo utilizzai per sperimentare i server e iniziai così a imparare a configurare apache, php, mysql. Usavo quel portatile, che è ancora qui vicino a me come server remoto, locale sul quale mettevo l&#8217;oggetto della mia programmazione e lo testavo. Non ha molto senso, lo so, ma era stimolante perchè dovevo configurare linux, samba e i veri servizi.</p>
<p>Passata l&#8217;estate, decisi che dovevo già iniziare a  lavorare per produrre la tesi della specialistica e che questa volta non volevo toppare con la mia relatrice. Ci tenevo a lavorare da informatico vero e fare un lavoro &#8220;scientifico&#8221;. Allora contattai subitoViviana che fu contenta della mia iniziativa. Le chiesi di fare una tesi sperimentale, dove sviluppavo un sw per la gestione del funzionamento, da interfaccia web, di reparti militari, includendo la logistica e il personale. Iniziai a lavorarci e scrissi qualcosa, una bozza di quanto volevo produrre. Già funzionava qualcosa e glielo mostrai. Ancora una volta Viviana mi ha cambiato la vita. Lo ha fatto in 2 momenti diversi, sempre per la preparazione della tesi specialistica, consigliandomi 2 libri che sono le pietre miliari del mio credo attuale. Il primo libro che mi ha fatto leggere è stato: Progettare siti web standard di Jeffrey Zeldman. Questo libro mi ha letteralmente sconvolto. Non è una guida su come fare siti internet. E&#8217; la storia di internet e di perché è cosi. E&#8217; la visione chiara di come si deve fare web. E&#8217; un libro illuminante che ha dato la direzione giusta al mio lavoro. Un altro libro, bellissimo è stato Basi di dati, di Atzeni,Ceri,Paraboschi. Questo libro è stato il primo libro di Informatica che abbia mai letto. Mi ha dato l&#8217;approccio corretto ai problemi relativi alla progettazione delle basi dati. A distanza di qualche anno poi ho conosciuto uno degli autori di quel libro (il prof. Ceri) e sostenuto con lui l&#8217;esame di basi dati al POLIMI per la laurea in ingegneria Informatica.</p>
<p>Mentre Viviana cambiava per sempre la mia vita Cristian contribuiva anche lui a dargli una svolta importante presentandomi Walter che aveva bisogno di un sito internet per promuovere eventi e serate. Nulla di meglio che una esperienza del genere per imparare nuove cose. Nel giro di un mese realizzai per Walter il sito con gallerie fotografiche e newsletter. Imparai la gestione delle immagini con GD e i problemi dell&#8217;autenticazione.</p>
<p>L&#8217;anno trascorse. Msn era sempre li, sempre acceso. Il mio portatile Ubuntu era sempre li come server locale a farmi studiare e fare da repository ai sorgenti che scrivevo. Un altro grande cambiamento era alle porte: Gmail, Adsense, MOU.</p>
<p>Avevo aperto gmail perché mi serviva un account google per utilizzarne i servizi, in particolare volevo provare Analytics. Dopo poco capii che gmail era diverso da tutto quello che avevo visto prima. Gmail era il punto di taglio con i vecchi client mail. Gmail per me infatti è stata la prima webmail che non mi ha fatto sentire l&#8217;esigenza di utilizzare outlook per leggere la posta. Risolvevo di colpo il problema di fare backup delle mail e di accedere ovunque alla mia posta.</p>
<p>Fu cosi che le mie tante caselle mail finirono tutte su gmail e che la mia password di gmail divenne piu forte. Col tempo avrei scoperto che google ha tante altre cose fantastiche da usare che fanno al caso mio, e di chiunque a dire il vero.</p>
<p>Quell&#8217;estate mio padre mi chiese la realizzazione di un sito, MagistratiOnorariUniti (MOU) che realizzai in un mesetto. Riciclai qualcosa dal codice scritto per Walter e scrissi da zero un forum (pazzo e inesperto che ero!) aggungendogli la parte social delle foto e dei profili con i messaggi privati tra gli utenti. Oggi quel sito ha migliaia di contatti giornalieri e introiti pubblicitari in grado di ripagare il servizio di hosting.</p>
<p>Si arriva a Natale. Quel natale 2 decisioni importanti sono state prese: clunk e il cambiare tesi di laurea. Le cose possono sembrare disconnesse, ma in realtà son collegate. C&#8217;entra anche Walter in questa storia, ma non spiegherò quì come e perchè. In ogni caso.. Quel Natale mi venne l&#8217;idea di Clunk e realizzai che la mia tesi era una cosa inutile, cioè, una cosa che sarebbe rimasta una speculazione fine a se stessa. Decisi allora di provare a cambiarla e ideai come soluzione la realizzazione di un social network, chiuso, per il mio corso di laurea. In una sera riprogettai la mia tesi tracciando le basi per la creazione di clunk. In sostanza incentrai il progetto della tesi e il progetto del social network che volevo realizzare su quello che volevo studiare per poi realizzare clunk. Scrissi allora a Viviana che accettò i miei cambiamenti.</p>
<p>Quello era l&#8217;anno degli eeePC. Era nato il concetto di Netbook e la Asus produsse il primo netbook da sette pollici. Inutile dire che lo comprai. Di corsa andai alla FNAC di torino e tornai a casa col mio eeePC. Dopo 2 ore avevo già ripiazzato l&#8217;eeePC al mio amico Benedetto (Benedetto è il nome)  che lo ricomprò al prezzo d&#8217;acquisto. Era frustante lavorare sul 7 pollici. Schermo infimo e risoluzione troppo bassa per navigare in internet. E poi tastiera troppo, troppo piccola per me. Dovetti attendere l&#8217;uscita del successore, l&#8217;eeePC da 9&#8243; per diventare possessore di un netbook. Ma anche il 9&#8243; pollici non durò parecchio pochè la tastiera mi stava stretta e la risoluzione non era ancora quello che volevo. Allora il buon Luca Maria acquistò il mio netbook permettendomi di acquistare il mio attuale eeePC da 10&#8243;. Quel pollice in più mi ha dato la risoluzione che cercavo, un touchpad migliore ed una tastiera quasi umana. Se riuscissi a venderlo però confesso che comprerei volentieri il 12&#8243; che è il miglior compromesso con tutto.</p>
<p>In 3 mesi, tra gennaio e marzo, realizzai il social network che è ancora attivo e utilizzato dai 200 iscritti del mio corso di studi (<a title="185° Corso Fierezza" href="http://www.185fierezza.it">www.185fierezza.it</a>). La tesi andò molto bene; descrissi nei vari capitoli le aree salienti della realizzazione del social network. A posteriori guardo con orrore il mio lavoro poichè oggi lo vedo molto immaturo. Ma in quel periodo ero molto contento di quanto avevo realizzato. Viviana era contenta di me ed io mi convinsi che era il caso di continuare a studiare.</p>
<p>Elaborai allora la teoria secondo la quale dovrei smettere di lavorare per potermi concentrare solo negli studi. Una utopia questa perchè se non lavoro non posso mantenermi negli studi, ne tutto il resto. Allora il comrpromesso è arrivato dopo un anno di pausa e catarsi dove ho maturato la decisione di reiscrivermi all&#8217;università.</p>
<p>La laurea arrivò. Questa volta la tesi riscosse molto piu successo ed ebbi il massimo dei voti (alla tesi). Insieme alla tesi arrivò anche il nuovo HTC Diamond. Il mio P3600 è stato archiviato e dopo qualche anno venduto poichè inutilizzato. Il diamond era fantastico. Piccolissimo e piu potente del p3600 e con il sirfstar3, il miglior chip gps del momento. In 2,8 Pollici c&#8217;erano 640&#215;480 pixel, il doppio del precedente. Un immensità. Una densità mai vista e poi il touch flo 3d che finalmente mi rendeva indipendente dall&#8217;interfaccia di windows mobile. L&#8217; HSDPA andava esattamente al doppio della velocità del predecessore. I 4Gb di ROM interna poi mi rendevano indipendente dalle micro sd.</p>
<p>Quell&#8217;estate Massimo inizio a collaborare con me a clunk. In realtà massimo all&#8217;epoca lavorò per me in quando volevo sviluppare clunk da solo e dare in outsourcing solo dei pezzi di progetto. A Massimo commissionai la chat ajax. Max, con cui avevo già collaborato in passato per Unionturismo (alla quale ha collaborato per la grafica anche Marco C., anche lui compagno del Liceo) e per un altro progetto di cui non ricordo il nome, ma i cui sorgenti sono ancora nella webroot del mio server locale di testing, fece la chat come da specifiche (parola che iniziai a utilizzare per interfacciarmi con lui). La chat la implementai nel mio social network di corso e al momento è ancora li che funzionicchia. Dopo poco mi convinsi che Massimo non doveva essere un dipendente ma un socio. In pompa magna andai a casa sia a Milano. Lui abita con suo fratello (Nicola, mio compagno di Classe al Liceo) e quel fine settimana oltre a fare bagordi con nicola feci a Massimo la proposta di diventare mio socio. Gli illustrai la versione del momento di clunk e lui accettò. Gli diedi accesso a quanto finora realizzato.</p>
<p>Capimmo allora di avere bisogno di strumenti di sviluppo seri. Iniziammo ad utilizzare SVN e entrai per la prima volta in contatto con le IDE. Finora avevo realizzato migliaia di righe di codice senza una IDE. Scrivevo i miei progetti utilizzando editor php qualunque. Oggi mi rendo conto di quanto tempo ho buttato via. A quel periodo risalgono quindi l&#8217;entrata nella mia vita di SVN e di Eclipse e Netbeans.</p>
<p>Un altra importante scossa la diede ancora Massimo suggerendomi e di fatto imponendomi l&#8217;utilizzo di ZendFramework. Io programmavo in maniera pessima. Scrivevo script, al massimo funzioni. Non sapevo cosa era la Programmazione orientata agli oggetti ne la Progettazione orienta agli oggeti. Non è che ero cosi ignorante, in quanto Viviana mi aveva dato da studiare java per la mia tesi (perchè nella tesi iniziale volevo creare un demone di sistema che faceva qualcosa che non ricordo di preciso). Avevo fatto quindi qualcosa in java, ma in realtà non avevo mai programmato nulla a oggetti e non avevo certo mai usato php a oggetti. Massimo portò tutto quello che avevo fatto io in Zend. Nella mia vita entrò MVC. Massimo provò a spiegarmelo. A me sembrò una figata. MVC rappresentava per la scrittura di codice quello che xhtml aveva rappresentatò per il web. Massimo era il mio Zeldman.Mi chiedeva specifiche e io gli davo indicazioni. Lui mi chiedeva direttive io chiedevo consigli. Clunk è rimasto arenato per molto tempo senza passi in avanti e la mia collaborazione con Massimo, a causa della mia impreparazione è finita in un nulla di fatto. Altri progetti hanno portato Massimo lontano da clunk. La mia prima esperienza di project manager è stata fallimentare purtroppo, ma non avevo le basi per poter gestire un progetto del genere.</p>
<p>Finita l&#8217;università mi trasferii a Padova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi i capitoli precedenti : <a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La genesi</a> e  <a title="Cellulare ed internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del cellulare e di internet</a></p>
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		<title>Avvento del Cellulare e di Internet</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 21:44:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo di essere così vecchio (25 anni, ancora per qualche giorno) ma ricordo, e sembra passata una eternità ai tempi delle superiori dove si iniziavano a vedere i primi &#8220;Cellulari&#8221;. Mattoni da mezzo chilo, che ci si trascinava appresso. A posteriori mi chiedo se serviva davvero. Ovviamente la risposta è no ma come rinunciare alla comodità di quel mattone rispetta alla già obsoleta cabina telefonica? Sembra passata una vita dall&#8217;ultima volta che ho fatto una chiamata da una cabina telefonica. Poi si sono diffusi gli sms. Sono rimasto indenne agli sms per qualche anno, prima di coglierne il potenziale.</p>
<p>Tutto è iniziato a causa della Vodafone, e del mio compagno di banco, Valentino. <span id="more-267"></span>Non ricordo bene perchè, o percome, ma Valentino mi regalo la sua sim Vodafone (il numero che ho ancora!) perchè la mia ragazza dei 17 anni aveva Vodafone e bisognava per forza messaggiarsi. All&#8217;epoca non sapevo che esisteva il t9 e come si utilizzasse. Ricordo che morivo dal ridere in classe a vedere Valentino che parlava con la prof di italiano (la D.) e contemporaneamente sotto banco mandava messaggi senza guardare cosa scriveva. Un vero prodigio per me a quei tempi. Su suggerimento di Valentino attivai una promozione che mi permetteva di inviare 100 sms verso Vodafone, al giorno. Al giorno. Non li avevo mandati in tutta la mia vita 100sms. Cosi, grazie a Valentino, alla mai fidanzatina e sopratutto a Vodafone iniziai a imparare ad usare e successivamente a diventare &#8220;addicted&#8221; agli sms. Gli anni successivi li passai felice vivendo serenamente l&#8217;evoluzione della tecnologia. Festeggiando l&#8217;avvento delle fotocamere nei cellulari con centinaia di foto che potevo condividere grazie all&#8217;avvento ed alla diffusione degli mms e grazie a Vodafone che mi aveva dato l&#8217;opportunità di abbonarmi ad una straordinaria offerta che mi permetteva di mandare mms con la stessa policy con cui mandavo sms. Straordinario, il mondo era mio!</p>
<p>Contemporaneamente all&#8217;avvento degli sms nella mia vita vi fu il primo computer portatile. Pesava 3kg e mezzo e la batteria durava un ora, forse 80 minuti. Era fantastico. Ero uno dei pochi ad avere il portatile all&#8217;epoca e potevo addirittura, utilizzando il cellulare collegarmi in gprs ad internet. La tecnologia era nelle mie mani. Mi pareva incredibile potersi connettere con un cellulare ad internet, quando internet era entrato nella mia vita solo due anni prima, con il modem 36k e il doppino telefonico</p>
<p>Dopo poco arrivò l&#8217;UMTS che cambiò tutto, di nuovo (sembra la pubblicità dell&#8217;apple). E l&#8217;UMTS, oltre a permettermi di andare piu veloce in internet aprì le porte alla videochiamata. Signori della Apple, sign. Steve Jobs..io ho scoperto la videochiamata 10 anni fa con il mio primo paccofonino dell 3. E&#8217; molto singolare che voi sosteniate di averla inventata voi quest&#8217;anno. In ogni caso la videochiamata durò poco nella mia vita poichè mi annoiai presto di vedere in faccia i miei interlocutori. Sentirli era abbastaza, e poi.. il mio portatile nuovo aveva la webcam e msn all&#8217;epoca supportava la videochiamata. Pure della cam di msn mi stancai presto. Non avevo bisogno di guardare la gente in faccia.. c&#8217;eran sempre gli sms.</p>
<p>Nello stesso periodo approdavo sul serio su internet. Facevo le mie prime esperienze di creazione siti. C&#8217;era front page e dreamweaver, l&#8217;ftp e gli hosting gratutiti. La mia mail era hotmail, ma anche tiscali, ma anche libero e supereva. Insomma&#8230;sperimentavo. E c&#8217;era html.it con le sue guide for dummies.</p>
<p>Deluso dall&#8217;esperienza con la 3 cercai altrove sollievo e acquistai il mio primo palmare. Grosso, voluminoso e pesante.. ma aveva l&#8217;antenna gps. In un colpo solo nella mia vita entrarono palmare e gps. Mancava di connettività mobili però. Aveva solo il wifi. Però in compenso avevo le mappe di tutta europa e la connessione wifi. Quello fu il mio primo incontro con il pennino! Col pennino  navigavo nel mio palmare, ma navigavo in tondo intorno ad una boa perchè c&#8217;era ben poco da fare e allora il mio palmare divenne il mio navigatore gps.</p>
<p>Dal punto di vista di internet ero msn addicted e avevo la teoria di dover essere raggiungibile in msn 24h/24. Di fatto il mio portatile era sempre acceso, msn sempre connesso. Avevo un progetto, mai realizzato a dire il vero, che consisteva nello scrivere un software che registrasse la frase di msn, lo stato. Ci tenevo molto al mio stato, alla frasina che mettevo sul mio msn. Avevo anche iniziato lo studio e avevo anche trovato i sorgenti in php per realizzare un client msn. La mia idea era di rendermi amico dell&#8217;account a cui era connesso il client php e di far fare al client logging delle frasine in modo da registrarle in un database. In ogni caso all&#8217;epoca non ero in grado di realizzare questo robo e tutto è andato in fumo. Avevo ovviato usando un file di testo dove manualmente annotavo le mie frasine quando le cambiavo, annotando anche data e ora del cambiamento di stato (ci tenevo davvero). Msn mi ha seguito per molti anni e pensavo fosse insostituibile. A volte scoprivo che qualcuno dei miei conoscenti non aveva msn e mi sembrava assurdo che nel terzo millennio ci fosse qualcuno che non lo avesse.</p>
<p>D&#8217;un tratto, per caso, scoprii l&#8217;esistenza dell&#8217;HTC P 3600. Mi sembrava incredibile. Un palmare, grosso come un telefono, con navigatore GPS integrato, connettività UMTS e wifi. Dopo poco lo ebbi e mi sembrava incredibile che cosi tanta tecnologia potesse stare nella mia mano. Persino internet era sempre accessibile. Internet ovunque sul cellulare, navigando dal cellulare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8230;vai al capitolo precedente : <a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La Genesi</a> o continua con il prossimo capitolo: <a href="http://www.barbax.it/2011/01/07/universita/#content">Università</a></p>
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		<title>Genesi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 21:42:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutto iniziò con un computer x86 con il monitor nero e verde che era nello studio di mio padre. Non credo di averlo mai usato. Ricordo il rumore della stampante ad aghi. Poco dopo arrivò il 386, il primo computer con cui io sia mai entrato in contatto. All&#8217;epoca si pensava che il computer era [...]]]></description>
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<p>Tutto iniziò con un computer x86 con il monitor nero e verde che era nello studio di mio padre. Non credo di averlo mai usato. Ricordo il rumore della stampante ad aghi.</p>
<p>Poco dopo arrivò il 386, il primo computer con cui io sia mai entrato in contatto. All&#8217;epoca si pensava che il computer era un qualcosa di sofisticato e scientifico. Mio padre lo usava per qualche programma di gestione clienti o forse gestione finanziaria.. io per i giochi di ms-dos. Ricordo prince of persia; non sono sicuro di averlo realmente finito. Per giocare dovevo imparare per forza qualche comando dos. Quello fu l&#8217;inizio della mia formazione: i giochi su dischetti. Ricordi confusi e poi il mio primo contatto con windows 95. Era ad un centro commerciale con mia madre. All&#8217;uscita c&#8217;erano delle promoter con uno stand e un computer&#8230; con uno schermo a colori (colori veri, non i grigiume visto fino allora). Non mi ci soffermai. Credo che era il periodo delle medie.</p>
<p>Arrivò a casa mia il Pentium 166Mhz. <span id="more-262"></span>Non ricordo come lo accolsi ma ricordo che iniziai ad usarlo. Non ricordo cosa facevo al pc, ma ci passavo una certa quantità di tempo. Ero affascinato e curioso, molto curioso. E&#8217; cosi che ho imparato windows, con la curiosità. I ricordi son confusi fino all&#8217;avvento del modem e di internet. Non ricordo perchè mio padre ci si abbonò, ma avevo internet! Dei miei conoscenti eravamo 3 o 4 ad averlo. Dei miei amici ero il solo. Non ricordo qual&#8217;era la policy di utilizzo di internet a casa mia. Son sicuro che però non potevo starci tanto perchè si pagava la telefonata per connettersi al provider. Tin.it è stato il mio provider. Mentre io crescevo la tecnologia avanzava e a casa mia rrivò il model 56K, il top della tecnologia per l&#8217;epoca. E con il 56K aumentò il tempo che potevo passare su internet. Inizialemtne passavo tanto tempo a cercare robe di musica, notizie di musica. L&#8217;esperienza di navigazione era abbastaza frustante. Le notizie erano poche e non c&#8217;era ancora, o forse non lo conoscevo io, Google. In compenso c&#8217;era C6. Ricordo, come un ricordo lontanissimo l&#8217;interfaccia arancione di C6 che usavo per &#8220;chattare&#8221; con due miei compagni di classe in 1^ e 2^ superiore. Con C6 ricordo le enciclopedie su CD-ROM, e l&#8217;avvento del CD-ROM ovviamente. I primi CD-ROM erano pesantissimi, molto piu densi di quelli attualmente in commercio. Insieme al CD ROM entrò nella mia vita, qualche anno prima, la Sound Blaster 16. Audio vero dal computer. Avevo a casa da molti anni 2 CD Audio Originali dei dire straits: Communique e Love Over Gold. Mio padre aveva comprato questo CD senza vere un lettore CD. Non mi spiego bene il perchè&#8230; però erano li a casa e con la Sound Blaster 16 e le casse del pc mio sembravano una cosa strordinaria. Non avevo mai ascoltato nulla del genere. Non so se avete presente quei due album. Ma non si possono dare in pasto a un 13enne due album del genere e pensare che ne esca indenne. Li ho ascoltati per ore entrando per la prima volta in contatto, in maniera consapevole, con l&#8217;effetto stereo (decisamente marcato in quei due album). E ora mentre scrivo non posso fare a meno di metterli di sottofondo, a palla, nonostante l&#8217;ora, provando gli stessi brividi di allora. Love over gold, ascoltatelo in cuffia (o a palla) e chiudete gli occhi. Ho i brividi io per voi.</p>
<p>Quegli anni trascorsero relativamente calmi creando le basi però di quanto ci sarebbe stato dopo.</p>
<p>&#8230;continua la lettura: <a title="Cellulare ed internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del cellulare e di internet</a></p>
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		<title>(La mia) storia della tecnologia  e dell’informatica</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 09:37:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle cose sulle quali rifletto spesso è il punto a cui è arrivata la tecnologia contemporanea. Ci penso davvero spesso e con stupore di bambino gioisco sorridendo soddisfatto del livello di tecnologia e informatizzazione che ha raggiunto la mia vita. Nel breve periodo pubblicherò la Storia della tecnologia, ovvero la mia versione dell&#8217;evoluzione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose sulle quali rifletto spesso è il punto a cui è arrivata la tecnologia contemporanea. Ci penso davvero spesso e con stupore di bambino gioisco sorridendo soddisfatto del livello di tecnologia e informatizzazione che ha raggiunto la mia vita. Nel breve periodo pubblicherò la Storia della tecnologia, ovvero la mia versione dell&#8217;evoluzione della tecnologia e dell&#8217;informatica. E&#8217; la mia visione della tecnologia che ci circonda e sebbene non sia seriamente la storia della tecnologia e dell&#8217;informatica è la storia di come la tecnologia e l&#8217;informatica siano entrati e siano parte della mia vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>EDIT:</p>
<p>Ecco qui la storia in capitoli:</p>
<p><a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La Genesi</a></p>
<p><a title="Cellulare e internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del Cellulare e di internet</a></p>
<p><a title="Università" href="http://www.barbax.it/2011/01/07/universita/#content">L&#8217;Università</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cap. 4 – Conclusioni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:21:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cap. 4 &#8211; Conclusioni La carriera di Federico Fellini è da ammirare. Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di temi e stili. L&#8217;esperienza unica di crescere durante il periodo fascista e di lavorare durante il periodo della ricostruzione, ha dato ai suoi film una serie di significati che possono essere letti sia sul piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cap. 4 &#8211; Conclusioni</em></p>
<p>La carriera di Federico Fellini è da ammirare. Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di temi e stili. L&#8217;esperienza unica di crescere durante il periodo fascista e di lavorare durante il periodo della ricostruzione, ha dato ai suoi film una serie di significati che possono essere letti sia sul piano personale così come a livello nazionale.</p>
<p>Nel suo cinema, Fellini ha mantenuto coerenza di temi e ha ancora trovato nuovi modi per esplorarli. Il  suo inesauribile sforzo di capire gli archetipi della vita italiana è stato fatto senza dubbio per migliorare la cultura dal paese, ma è stato fatto anche capire se stesso.<span id="more-242"></span></p>
<p>È difficile immaginare come poterbbero apparire i lavori di Fellini senza le esperienze con la psicanalisi. Il suo interesse per i sogni e gli scritti di Carl Jung hanno dettato la sua scelta di iniziare le riprese di fantasia/sogno che iniziano con 8 ½. Per questo, è difficile immaginare che cosa sarebbe il cinema moderno se non fosse per Fellini.</p>
<p>Egli ha veramente incarnato la definizione di autore e e ha introdotto talmente tante innovazioni nel cinema che si faticherebbe persino ad elencarle. Il successo dei suoi film è dovuto probabilmente al fatto che si relazionano perfettamente alla condizione umana. Ironia della sorte, attraverso la rappresentazione dei sogni e della fantasia, Fellini raggiunto un livello di realismo che non si sarebbe mai potuto raggiungere solo con il neorealismo.</p>
<p>Fellini ci mostra col suo cinema che la nostra vita è composta di illusioni e fantasie. Reagire negativamente alle nostre illusioni e fantasie ci può allontanare da noi stessi e distruggere la nostra stessa vita. Tuttavia,  se li accettiamo come elementi costitutivi della nostra personalità, essi possono arricchirci. Si può dire che egli spera che i sogni e le fantasie della propria vita, vale a dire i suoi film, ci possano aiutare a capire e ad accettare quelli della nostra.</p>
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		<title>Cap. 3 – Amarcord</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:19:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cap. 3 &#8211; Amarcord Rilasciato nel 1974 e ambientato in era Fascista (anni 30), Amarcord racconta la storia di un gruppo dii personaggi che vivono nella città di Rimini. Il film è spesso considerato come una delle opere più autobiografiche, basata sulla sua infanzia. Molti dei personaggi sono basati su personaggi reali della memoria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cap. 3 &#8211; Amarcord</em></p>
<p>Rilasciato nel 1974 e ambientato in era Fascista (anni 30), Amarcord racconta la storia di un gruppo dii personaggi che vivono nella città di Rimini. Il film è spesso considerato come una delle opere più autobiografiche, basata sulla sua infanzia. Molti dei personaggi sono basati su personaggi reali della memoria di Fellini. Amarcord è essenzialmente lo studio di decine di personaggi. C&#8217;è il giovane Titta e la sua larga famiglia, suo padre arrestatocon l&#8217;accusa di essere un oppositore al regime. Suo zio Teo, malato mentale. Gradisca, la bellezza cittadina ammirata da tutti. Fellini descrive questi personaggi ed altri e descrive la loro vita sotto l&#8217;oppressione del regime fascista. Il film non segue una linea continua ma si basa su una serie di eventi che coinvolgono le persone della città. I personaggi di Amarcord sono una metafora dell&#8217;intera Italia durante il periodo fascista. <span id="more-239"></span>Sono mostrati e ridicolizzati i rituali del regime. Nel tentativo di comprendere come un paese possa approvare lo stare sotto una ideologia così inibitoria e totalitarista, lui cita la debolezza ideologica esplosa in precedenza. Amarcord si mostra come avviso contro i pericoli del vivere in uno stato di tale immaturità ed irresponsabilità.Il tentativo di Fellini di capire il fascismo èuno dei tanti che politici, scienzati e psicilogi hanno fatto infinite volte prima di lui. Come con le accuse alla Chiesa cattolica, Fellini critica il Fascismo per il divieto della libertà individuale, accusandolo di soffocare lo sviluppo personale. Tuttavia, la repressione fascista è molto più intensa e fatta su scala più ampia. I personaggi sono disegnati in Amarcord come caricature. Hanno comportamenti irregolari, nevrotici e decisamente puerili. Questo è fatto per mettere in evidenza la loro immaturità e di spiegare la loro accettazione della ideologia oppressiva. La gente del paese è molto più interessata a conformarsi al gruppo che ad esprimere la propria individualità. Poiché nessuno di essi ha un vero e proprio senso di responsabilità individuale, nessuno ha la forza di non prendere parte ai riti ed alle cerimonie che fanno parte del ciclo dell&#8217;oscurantismo fascista. Da una prospettiva freudiana, il fascismo è visto come il prodotto della distillazione di influenze negative  nell&#8217;infanzia e nell&#8217;adolescenza. Nello sforzo radicale di reprimere tali influenze, tutte le forme di espressione personale sono ammonite. Il sintema di pensiero è attuato in modo che i singoli membri di una società non debbano pensare a loro, in un senso junghiano, il regime sostituisce l&#8217;inconscio collettivo. La conformità è il valore da perseguire e la persecuzione di chi non è conforme viene mostrata alla collettività.</p>
<p>E &#8216;facile osservare come la sessualità venga repressa in questo tipo di società che tende ad eliminare ogni elemento scandaloso. Dal momento che gli ideali del fascismo si sostituiscono al pensiero individuale, la responsabilità è lasciata agli altri. Così, i cittadini vivono in uno stato di arresto dello sviluppo, sempre attuali, come gli adolescenti.</p>
<p>I personaggi in Amarcord sono tutti le manifestazioni dello stesso stato di sviluppo arrestato. Amarcord si apre con un monologo da parte dello scemo del paese, Guidizio. Questo mette immediatamente in dubbio l&#8217;attendibilità del racconto che guiderà il resto del film. Guidizio parla delle “manine” che segnalano l&#8217;arrivo della primavera e si manifestano come un rituale. Presto dopo, vediamo un altro dei riti della città, la combustione di un gigante falò. Il falò non ha alcun senso pratico ed è un altro esempio di comportamento rituale che mantiene forte lo spettro del fascismo. Più tardi nel film, vediamo forse la più grande cerimonia di tutti: l&#8217;arrivo della nave chiamata &#8220;Il Rex.&#8221; Il Rex è stata una vera e propria nave costruita dai Fascisti per infondere un senso di orgoglio e di riassicurazione per il cittadino italiano. E &#8216;stato utilizzato come simbolo del grande potenziale del fascismo. Quando la notizia del Rex raggiunge l&#8217;arrivo di Rimini, la popolazionesi inoltra in mare su barche per testimoniare la grandezza del regime. La scena del nasconde una particolare scelta stilistica . Inizialmente, gli abitanti sulle di barche sono liberamente nel mare. Quando scende la notte però, la scena viene, ovviamente, girato su un set. L&#8217;acqua è sostituita da brillanti fogli di plastica e lo sfondo è dipi to su una parete.  Anche Il Rex è artificiale, una serie di luci che brilla dietro una nave dipinta. Questo inorganicitò scenografia è ovviamente intenzionale ed è fatta per sottolinere l&#8217;inganno del fascismo.</p>
<p>Il basso costo di produzione del rex è una metafora, ancora una volta, della falsità del fascismo e di come la semplice gente del paese ne rimanga affascinata. Se si leggesse Amarcord solo in chiave antifascista si negherebbe il grande valore umanistico intrinseco nell&#8217;opera. Sono infatti i personaggi a dare fascino alla pellicola, il loro umorismo è probabilemnte un meccanismo di difesa che trasforma la vita di ogni giorno in una sorta di celebrazione quitidiana del carnavale. Titta, si trova in tutti i tipi di problemi possibili, sia a casa che a scuola. Lui ei suoi amici fanno scherzi e giocano durante le lezioni e infine sono catturati a masturbarsi in una macchina. La pena per la masturbazione è illustrata da un sacerdote, che rappresenta la chiesa mostrata come ulteriore fronte di repressione utilizazta dal fascismo.  In un altro luogo di esplorazione sessuale, Titta tenta di sedurre Gradisca, la bellezza della città, in un cinema. Si sposta di poltrona sino ad arrivare vicono a lei. Questa scena è stata pensata per illustrare la sessualità repressa della città. La sua impostazione, il buio di un teatro, mette in evidenza in quale misura l&#8217;espressione sessuale dovevano essere mantenuti privati. Il personaggio di Gradisca è ammirato da tutta la città per la sua bellezza ed è trattata come una sorta di celebrità. Viene paragonata a Greta Garbo e le si fanno complimenti per l&#8217;eleganza. E &#8216;evidente che Gradisca rappresenta i sogni individuali dei cittadini della città. Viene vista romanticamente come l&#8217;antitesi di tutto ciò che il fascismo rappresenta. Alla fine del film, si sposa con un soldato fascista, quasi tradendo le aspettative che tutti avevano per lei. L&#8217;affinità degli aditanti per Gradisca equivale forse solo alla romantica immagine del Grand Hotel abbandonato.</p>
<p>Si raccontano molte storie sul Grand Hotel, visto sopratutto come sfogo sessuale. Deserto e vacante, l&#8217;hotel si presenta come una fonte di fantasie sessuali, una reliquia della dimenticata libertà e un simbolo della sessualità profondamente sepolto all&#8217;interno del&#8217;inconscio. Forse l&#8217;esempio più estremo delle conseguenze di una sessualità repressa viene fornito in forma di zio Teo. Teo è lo zio di Titta, un uomo di mezza età con problemi mentali. Un giorno, tutta la famglia passa a prendere lo zio Teo alla casa di cura per fare un pic-nic tutti insieme. Tutto sembra andare bene fino a quando Teo si arrampica su di un albero e si rifiuta di scendere. Egli inizia ad urlare ripetutamente a squarciagola &#8220;Voglio una donna!&#8221;. Dopo innumerevoli tentativi la famiglia è costretta a chiamare la casa di cura. A far scendere Teo dall&#8217;albero sarà una monaca. La monaca rappresenta la forza repressiva dello stesso ente che lo ha ridotto in quello stato.  Teo smette di urlare e mansueto scende dall&#8217;albero. Questa scena è immediatamente seguita dalla scena dal Rex, il che reppresenta che il potenziale di tali forze repressive viene trasferito dalla psiche di un individuo a tutta la popolazione.</p>
<p>Successivamente c&#8217;è una scena di grande impatto: la scena della nebbia. Una fittaa nebbia avvolge l&#8217;intera città. Il nonno di Titta si perde in essa e quasi perde la strada di casa. Al suo ritorno a casa, lui passa Titta sta andando a scuola. La nebbia è, ovviamente, un simbolo che reppresenta il velo di oscurità che il fascismo impone, ma può anche essere interpretatoin chiave psicoanalitica.</p>
<p>La nebbia che ha inghiottito la città può essere considerata come l&#8217;inconscio, personale e collettivo. La nebbia da alla città un aspetto nuovo; è&#8217;ormai un misterioso, sconosciuto luogo dove è difficile muoversi. Gli animali sono disseminati sulla scena, tra cui un toro che attraversa il percorso di Titta. Essi possono rappresentare il primitivo, istintivo aspetto del sub-conscio. Titta ed i suoi amici prendono una deviazione sulla strada di scuola per sbirciate nel Grand Hotel. Essi ammirano la sua bellezza ballano come se fossero ospiti a un party nella sua sala da ballo. L&#8217;hotel, che simboleggia la sessualità, ha, per la prima volta nel film, le porte aperte come a rafforzare che la sessualità repressa della città è accessibile solo attraverso l&#8217;inconsio. Verso la fine del film, durante una tormenta, un pavone inspiegabilmente appare in città e aterra su una fontana. Titta ed i suoi amici giocavano a palle di neve con Gradisca quando vedono l&#8217;uccello volare sopra le loro teste. Smeettono immediatamente di fare quello che stavano facendo per osservare. Presto, altri nelle immediate vicinanze iniziano a venire fuori per vedere il pavone. Come se in mostra, il pavone apre sua coda e la gente lo osserva con stupore. Per loro, il pavone rappresenta di lusso, un ideale da tempo dimenticato sotto il regime fascista. La loro ammirazione per esso è simile a quella che essi hanno per Gradisca. Anche Gradisca è stupita alla vista della creatura e sorride alla sua vista. Il pavone sembra incarnare tutto ciò che è vietato sotto il fascismo. E&#8217; bello, coraggioso e sembra godere ad essere in mostra aprendo la sua coda. E &#8216;un po&#8217; sorprendente che la maggior parte degli studi di Fellini sul Fascismo vengano trent&#8217;anni dopo che il regime di Mussolini era caduto. Eppure, sembra che per affrontare tale tema abbia dovuto esplorare tutta la sua carriera; lo stesso neo-realismo, in modo palesemente cercato, lo  ignora. In questo senso, il film rappresenta la maturità artistica, l&#8217;arrivo di una posizione in cui può Fellini oggettivamente riflettere sulla sua vita e della carriera. Amarcord può essere visto come il film di fantascienza che Fellini tentava di fare da tempo. Il regista interpreta il ruolo di Guido raccogliendo i personaggi della sua infanzia e portandoli tutti insieme in un unico posto. Invece di farli danzare intorno a un cerchio, tuttavia, gli ha fatto rivivere laloro vita quotidiana mantenedo però la stessa apparenza di circo.</p>
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		<title>Cap. 2 – Otto e mezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cap. 2 – Otto e mezzo Nel 1960, Fellini ha pubblicato il film che lo ha portato alle luci della ribalta: La Dolce Vita. Inizialmente accolto da polemiche e divieti il film acquisisce apprezzamenti a livello mondiale divenendo un classico. Di fronte alla pressione della creazione di un successivo film di successo, Fellini era molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cap. 2 – Otto e mezzo</em></p>
<p>Nel 1960, Fellini ha pubblicato il film che lo ha portato alle luci della ribalta: La Dolce Vita. Inizialmente accolto da polemiche e divieti il film acquisisce apprezzamenti a livello mondiale divenendo un classico. Di fronte alla pressione della creazione di un successivo film di successo, Fellini era molto confuso per quanto riguardava il suo prossimo progetto. Il periodo che seguì sarebbe quello in cui Fellini ha cercato ispirazione nel scritti di Carl Jung. Come detto in precedenza, il suo interesse per i sogni e la sua propria confusione ha portato alla creazione del film, forse il suo più grande, 8 ½ (originariamente intitolato  &#8220;La Bella Confusione&#8221;). Per Fellini, l&#8217;ispirazione per fare 8 ½ &#8220;È venuto dopo un lungo periodo di auto-esame&#8221;. Egli scrive: &#8220;Io ho sentito il bisogno di trovare risposte alle innumerevoli domande &#8230; Così, in un viaggio interiore. &#8220;<span id="more-236"></span></p>
<p>8 ½ è la storia di un regista, Guido Anselmi, e la sua lotta per creare un nuovo film. Il film segue Guido nella costruzione del film, ma sopratutto nella sua crisi interiore.Viene rappresentata la mancanza di creatività, le pressioni del produttore e dei collaboratori ma soprattutto il bilancio che guido farà della sua vita.</p>
<p>Attraverso l&#8217;uso dei sogni e dei flashback, Fellini, ci ha portato nella psiche di Guido e guidato lungo la sua decisione di cambiare. Quando la pressione è troppa per lui, Guido decide di rinunciare al film di fantascienza e lo modifica con quelli intorno a lui in un incredibile, indimenticabile finale.</p>
<p>8 ½ si apre con la scena descritta in precedenza, in cui il personaggio di Guido lotta<br />
per uscire della sua auto riempita di fumo. La scena sottolinea le ansie di Guido, sia per quello che riguarda la sfera creativa che quella personale. Guido sente incombere su di lui la pressione dovuta alla creazione di un film di successo. Quando, nella scena della spiaggia, viene riportato a terra ritorna brusacamente alla reltà, svegliandosi. Il confronto tra Guido e Fellisi stesso appare evidente. 8 ½ segna  l&#8217;ingresso del regista nel meta-cinema, una tecnica che rende lo spettatore consapevole del fatto che egli è in realtà la visione di un film.  Fellini utilizza Guido per confrottarsi col film, inteso come mezzo di comunicazione, per interrogarsi sulla sua realtà, così come è proiettata sullo schermo.</p>
<p>Come a sottolineare il confronto tra Guido e Fellini, Marcello Mastroianni, l&#8217;attore che interpreta Guido, indossa in varie scene il cappello preso in prestito da Fellini.</p>
<p>Gli esperimenti di meta-cinema di Fellini sono uno sforzo per comprendere se stesso cosi come il mezzo di comunicazione film. E &#8216;molto probabile che la sua scelta di lavorare in questo modo sia stata influenzato dagli       scritti di Jung in materia di sincronia. Secondo Jung, la sincronia coinvolge eventi che si verificano nello stesso periodo di tempo e sembrano essere legati da un qualche significato. Essi appaiono spesso come coincidenze, ma in realtà sono legati da l&#8217;influenza dell&#8217;inconscio collettivo. La comprensione di questi eventi sincroni e della loro manifestazione nel mondo fisico può portare ad auto-realizzazione.</p>
<p>Sebbene gli eventi nel film di Fellini siano il prodotto della fantasia del regista, e non veramente coincidenze, si riferiscono ad eventi nella sua vita e riflettono il tentativo di capire il proprio inconscio. Quindi, la lotta interiore vissuta da Fellini nella scrittura di un nuovo film si manifesta nel personaggio di Guido,legato alla vita dell&#8217;artista toccando l&#8217;inconscio collettivo collegando indirettamente Fellini allo spettatore attraverso le esperienze di Guido. 8 ½  introduce anche nel cinema di Fellini l&#8217;interruzione del racconto per  introdurre una sequenza di sogno. Come finisce la scena d&#8217;apertura, vediamo Guido giacente sul letto, come per segnalare che quanto mostrato è stato un sogno del protagonista e per avvertire che i sogni giocheranno un ruolo importante nella struttura del film. Il posizionamento di sequenze di sogno al fianco della realtà ostacola l&#8217;azione ed ha lo scopo di permettere periodi di riflessione. Le scene ci introducono allo stato psicologico di Guido e come ha scritto Freud, ci danno un percorso nella sua sub-coscienza.</p>
<p>L&#8217;apertura del film ci mostra subito le ansie creative e sessuale (come dimostra la presenza di carla accarezzata da un altro uomo) di Guido, così come introdice la sua<br />
incapacità di assumersi la responsabilità per la sua vita. La struttura narrativa di 8 ½ è  molto sciolta. Le sequenze correlate sono presentate in una sorta di “stram of conscience”: in questo modo i sogni possono facilmente coesistere con la realtà. Questo concetto si riferisce a tecniche di Freud di anlisi introspettiva, nota come libera associazione. In questo modo, il film diventa una riflessione;La retrospettiva auto guidata di Guido avviene attraverso l&#8217;auto realizzazione stessa e, in ultima analisi, il desiderio di cambiamento.<br />
Guido è afflitto da una certa impotenza autoimposta.  Egli non vuole trattare con la pressione dei suoi produttori e cerca di ignorare quanto accade intorno a lui. Questa evasione di responsabilità è dovuta ad immaturità che è  probabile derivi da un sotto sviluppo della sessualità o come direbbe Jung un &#8220;io non realizzato&#8221;, manifestato da una certa incoerenza tra i diversi aspetti della personalità.</p>
<p>Uno degli aspetti più importanti di 8 ½, e probabilmente la ragione principale delle ansie di Guido, è il suo rapporto con le donne. Anche se è sposato, ha una relazione extraconiugale ed ha sensi di colpa per questo. In una scena, quando la moglie Luisa e padrona Carla si incontrano, Guido ingenuamente spera che le due vadano daccordo e di non sentirsi colpevole per le sue azioni. In un&#8217;altra sequenza, Guido si trova a letto con Carla. Iniziano dei giochi di ruolo e Guido &#8220;dirige&#8221; carla come una prostituta. Questo sostiene la sua immagine delle donne come prostitute e mostra il tentativo di avere nella sua vita prevata un controllo simile a quello che ha nella sua vita professionale di regista.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento verso le donne di Guido si può spiegare più facilmente attraverso una memoria d&#8217;infanzia: l&#8217;incontro con una prostituta. Guido visitò una prostituta insieme ad alcuni suoi amici e la pagarono per ballare per loro. Essi però vennero ben presto scoperti e Guido venne inviato ad un sacerdote per essere punito. Qui, Fellini mostra una scena di libera espressione sessuale ed una di repressione sessuale. Il sacerdote, e così la Chiesa, condanna le azioni di Guido e lo punisce. Questo episodio, senza dubbio influisce in età adulta sull&#8217;idea di Guido della donna. L&#8217;idea di Chiesa, o  istituzione in generale, viene spesso rappresentato  come un ostacolo per lo sviluppo sessuale e personale. La sottosviluppata sessualità di Guido è probabilmente la caisa dei suoi fallimentari rapporti con le donne. In una iniziale sequenza, svoltasi presso delle rovine romane, Guido seppellisce suo padre e bacia appassionatamente sua madre. Questo è un evidente riferimento al complesso di Edipo, reso celebre da Freud.</p>
<p>In un altra sequenza ci sono ancora ricordi d&#8217;infanzia: Guido viene lavato e vestito dalle sue zie.La memoria è presentato come un nostalgico desiderio di rivivere la sicurezza della sua giovinezza, quando le donne della sua vita sono stati proettive e provvedevano ad ogni sua necessità.</p>
<p>Questo, insieme al sogno edipico, rappresenta lo stato di sviluppo arrestato della sessualità di Guido. Un altra importante intuizione viene fuori dei suddetti ricordi d&#8217;infanzia. Guido e gli altri bambini fanno un gioco di parole nel quale si simula il latino aggiungendo sillabe senza senso alle parole. Ripetono le parole &#8220;ASA NISI MASA&#8221;che vuol dire &#8220;anima&#8221;. Ma la parola anima ha un altro significato: si riferisce al concetto junghiano di psiche. Nel descrivere le forze che compongono la psiche, Jung individua due caratteristiche: l&#8217;animus e l&#8217;anima. Per le femmine, l&#8217;animus rappresenta il lato maschile della psiche, mentre l&#8217;anima rappresenta il lato femminile della psiche maschile. L&#8217;anima o animus permettono la comprensione del sesso opposto. L&#8217;implicazione è che Guido non è in contatto con la sua anima e quindi non comprendere appieno le donne.</p>
<p>Secondo Jung, coloro che non accettano le qualità dell&#8217;anima / animus rimangono all&#8217;oscuro dei tratti dell&#8217;altro sesso e non possono mai raggiungere la piena auto realizzazione. Una ulteriore esplorazione del rapporto di Guido con le donne, e un fondamentale punto di svolta nel film, ci viene data in forma di sogno. Nel sogno, tutte le donne nella vita di Guido appaiono nella sua casa d&#8217;infanzia. Guido torna a casa con i regali per le donne, che sono tutti felici di vedere casa e ballare attorno a lui, come se si idolatrasse un dio pagano. Le donne commentano di essere li per lui, per il suo piacere e per provvedere ad ogni sua esigenza. Sua moglie, Carla e appare e gli presenta una giovane ragazza. Le donne procedono il bagno a Guido, ancora come a ricordare la prima infanzia. Questo può rappresentare un desiderio di riconquistare la sicurezza della sua infanzia, un momento in cui le donne attorno a lui erano lì davvero per soddisfare i suoi bisognii.  L&#8217;immagine di Guido immersa nella vasca di acqua ricorda il simbolismo del grembo materno. Il bagno, che può essere paragonato a un battesimo, può anche rappresentare la sua volontà di redimersi dai peccati che ha commesso con e contro queste donne. Dopo il bagno, viene avvolto in asciugamani e portato via. Un invito dal piano superiore si fa sentire. Si tratta di Jacqueline, una ballerina, tra i primi amori di Guido. Lei è stata bandita &#8220;al piano di sopra&#8221; perché è troppo vecchia e discute delle regole che secondo lui una donna dovrebbe seguire. Jacqueline è stata esiliata da Guido nel sub-conscio perché non svolge più funzioni per lui. Le donne sentono le grida di Jacqueline e presto inizieranno a girare su di lui. Tra le altre cose, viene criticata la sua capacità di fare l&#8217;amore.  Nel tentativo di recuperare un certo controllo, Guido brandisce una frusta e il tentativo di saziare le donne, cominciando con Saraghina, la prostituta incontrata in gioventù. Continua a colpire le donne, che gemono dal piacere.</p>
<p>Le implicazioni sessuali della frusta sono evidenti. Luisa racconta agli altri che il marito può fare &#8220;esattamente come piace a lui&#8221;. Le donne nel sogno sono un prodottu dell&#8217;immaginazione di Guido e quindi rappresentano aspetti della sua propria anima.</p>
<p>Jung ha scritto che siccome l&#8217;anima / animus è il prodotto della proiezione di un singolo sesso sull&#8217;altro, è spesso incompleta. Così, le donne nel sogno sono una distorta immagine delle donne; un prodotto dei distorti e non pienamente sviluppati tratti femminili di Guido. Nel complesso, l&#8217;harem di fantasia è un punto di svolta nel film e, in ultima analisi, della vita di Guido. Da una prospettiva freudiana, 8 e mezzo può essere visto come diviso in due parti: la prima che rappresenta il principio del piacere e la seconda rappresenta il principio di realtà. Secondo Freud, il principio del piacere è la parte  responsabile della personalità ovvero l&#8217;unità di base utile a soddisfare le esigenze di vita. Tuttavia, esso è gratuito e funziona su impulsi e senza considerazione degli altri. Così, le azioni di Guido fino alla fantasia dell&#8217;harem hanno rappresentato un la necessità di soddisfare i suoi bisogni.  Aveva una relazione extraconiugale, ha mostrato poco rispetto per la moglie e ha gestito in maniera irresponsabile la sua carriera. Dopo la fantasia, però, forse, una volta realizzata l&#8217;assurdità, ha iniziato ad essere influenzato dal principio di realtà. Freud scrive che l&#8217;ego comprende che anche gli altri hanno dei bisogno e che a volte, agire d&#8217;impulso, può ferire. L&#8217;ego tenta quindi di soddisfare i bisogni, ma prende in considerazione la realtà della situazione. Il personaggio di Guido subirà un cambiamento nel film, sarà alla fine un uomo diverso da quello mostrato all&#8217;inizio. Inizia a divenire consapevole dei sentimenti delle persone intorno a lui, sopratutto di sua moglia ed inizia a divenire responsabile delle proprie azioni. Nella scena finale riunisce tutti i suoi conoscenti nel tentativo di fare il resoconto della sua vita. Il finale del film ha luogo sul set del film di fantascienza di guido. Sono presenti tutti i maggiori protagonisti e lui decidedi abbandonare il progetto. Quanto segue poi è una spettacolare sequenza nella quale lui dirige le persone nella sua vita all&#8217;interno nel set del film che dirige. Tutte le persone folmano un grande cerchio. La distinzione tra la sua vita professionale e privata sparisce. In altre parole si stabilisce una fusione tra fantasia e realtà. Guido è arrivato al punto in cui non ha più bisogno di ffantasia per trovare conforto e si può confrontare con le sue responsabilità.  Guido realizza che accettare se stesso e glia ltri è la chiave ai suoi problemi. Se la prima parte del film rappresenta l&#8217;affermazione principio del piacere, la seconda è senza dubbio l&#8217;affermazione del principio della realtà. Infine, questa scena rappresenta l&#8217;affermazione del super-ego, la coscienza che si sviluppa dall&#8217;osservazione di regole morali ed etiche. Il viaggio all&#8217;interno di se che Fellini descrive come ispirazione per il film si risolve nel personaggio di Guido. L&#8217;uscitra del film rappresenta il risultato positivo della lotta creativa, proprio come il film è il risultato positivo della lotta di Fellini stesso. Sebbene i toni da sogno del film siano prodotto di fantasia è innegabile una profonda influenza della reale vita di Fellini.</p>
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		<title>Cap.1 – Fellini</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:14:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cap.1 – Fellini</em></p>
<p>Guido Anselmi, visto da dietro, si trova da solo in macchina in una strada congestionata dal traffico. Un uomo nell&#8217; auto davanti a lui guarda indietro, a Guido e poi alla fotocamera che vola oltre il tetto dell&#8217;automobile, come se cercasse di trovare la causa del traffico. Nell&#8217; auto alla sinistra i genitori di Guido. Un po&#8217; più in la, un gruppo di persone  in un autobus hanno le braccia fuori dal finestrino. L&#8217;automobile di Guido lentamente si riempie di fumo bianco. Sembra che lo sguardo di tutte le persone circostanti sia focalizzato su di lui, che, preso dal panico  cerca di scappare della automobile nella quale è rinchiuso.</p>
<p>La fotocamera inquadra Carla, la sua amante, che si  compiace dei baci dei un estraneo.<span id="more-232"></span><br />
Guido, del quale si sentono i gemiti di ansia, cerca scampo dalla vettura, come arrampicandosi. Alla fine, egli trova la via d&#8217;uscita salendo attraverso il tetto apribile. A braccia aperte inizia a fluttuare nell&#8217;aria, volando sulle macchine, attraverso le nuvole fino ad arrive in spiaggia dove però è legato con una corda. Appare un uomo a cavallo e l&#8217;altro uomo tirerà giù Guido. La scena suc﻿cessiva mostra Guido nel letto che si risveglia shoccato dal sogno appena fatto.</p>
<p>Questa scena, l&#8217;apertura del film 8 ½, è una perfetta sintesi del cinema di Federico Fellini. Essa mette in evidenza la maestria di Fellini nel raffronto delle reale con l&#8217;immaginario, o il surreale. In questa scena, che si concentra sull&#8217;aspetto psicologico del personaggio di Guido, Fellini dimostra la capacità di utilizzare film come uno strumento per l&#8217;esame della psiche umana. Egli riesce a creare un paesaggio che è fantastico e ambiguo, ma reale e stranamente familiare, come la mente stessa.<br />
Non  dovrebbe sorprendere il tentativo di Fellini di analizzare la condizione umana: l&#8217;opera di Fellini è informata dalla teoria psicoanalitica, in particolare quello di Carl Gustav Jung.<br />
Attraverso la riflessione e l&#8217;uso di immagini da sogno, Fellini indaga le fasi di sviluppo umano e gli elementi essenziali della personalità.  Ad esempio con Amarcord, Fellini, ha affrontato temi che vanno dalla frustrazione creativa alla maturazione personale, dall&#8221;infedeltà coniugale all&#8217;accettazione delle responsabilità e, naturalmente, la forza oppressiva sia della chiesa che del fascismo.</p>
<p>Al fine di comprendere la sua opera, si deve conocere un po &#8216;di Federico Fellini, l&#8217;uomo. Molti degli eventi e dei personaggi dei suo film sono tratti dalla sua stessa vita, eppure, Fellini ha ripetutamente insistito sul fatto che nessuno dei suoi film è pura autobiografia.</p>
<p>Fellini è nato il 20 gennaio 1920 nella piccola città di Rimini. Sono stati la sua infanzia ed i ricordi di Rimini ad ispiarare Amarcord. Durante la sua gioventù ha lavorato come disegnatore e poi iscritto al collegio al fine di evitare di essere arruolato per l&#8217;esercito.</p>
<p>Fellini stinge presto amicizia con l&#8217;attore Aldo Fabrizi: i due hanno avuto un fecondo rapporto professionale. Insieme hanno scritto ed agito. Nel tardo 1930, Fellini, scrisse bozzetti per il programma radiofonico Cico e Pallina. E &#8216;stato lì che ha incontrato la  sua futura moglia, Giulietta Masina.  Col tempo, Fellini è entrato sempre più nell&#8217;ambiente cinematografico ed ha iniziato a scrivere sceneggiature. Nel 1945 ha lavorato accanto a Roberto Rossellini sul film “Roma, Città Aperta” . Il film è oramai un classico ed è considerato un momento determinante nella storia del cinema. “Roma,Città Aperta” è stata la prima esperienza nel  movimento conosciuto come Neo-Realismo. Il Neo-Realismo ha avuto inizio negli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale come alternativa al glamour, ed alle storie fantastiche di Hollywood. I registi neo-realisti hanno cercato di iniettare realismo nel cinema utilizzando riprese in mondo reale, &#8220;sul posto&#8221;, utilizzando una impostazione  ed un approccio stile documentario.</p>
<p>I film di questa epoca affrontano le questioni sociali  di ogni giorno e spesso forniscono grumose rappresentazioni della vita per le strade d&#8217;Italia. Fellini fa esperienze di lavoro con alcuni neo-realisti che avranno grande influenza sui i suoi primi lavorii .Nel 1950, gira il suo primo lungometraggio, Luci del Varietà accanto ad Alberto Lattuda. Il suo più grande successo sarebbe venuto dieci anni dopo, con il rilascio de La Dolce Vita, punto cruciale della sua carriera.</p>
<p>Sebbene si sia ancora ben lungi dalla fantasia delle sue ultime opere, La Dolce Vita ha segnato la partenza dal vero neo-realismo.</p>
<p>Dopo che “La Dolce Vita” divenne un successo, Fellini era confuso su quale sarebbe stato il suo prossimo progetto. Tre anni più tardi, proprio l&#8217;incertezza sarà la base di quello che probabilmente è il suo miglior film: 8 ½. Il film, che riguarda la crisi esistenziale e creativa di un regista, Guido,  mostra diversi elementi innovativi rispetto alle sue opere precedenti. Vengono introdotti elementi  di sogni, ricordi e immagini e suoni fantastici. Il lavoro di Fellini ed il Film in generale non sarà più lo stesso. Nel 1965, Fellini ha continuato questa esplorazione della straordinario con il suo primo progetto a colori: Giulietta degli Spiriti.</p>
<p>Nel 1967, dopo aver lavorato su un copione che non sarebbe mai stato pienamente realizzato, Fellini, ha subito un esaurimento nervoso e ha trascorso un mese  in una casa di cura. L&#8217;anno successivo,  tornò al lavoro per la produzione di una parte del film “Tre passi nel delirio”.</p>
<p>Nel corso dei successivi decenni ha avuto differenti livelli di successo. Nel 1974, ha rilasciato Amarcord, un film molto apprezzato dalla critica che gli ha portato anche il suo quarto Oscar. Ha continuato la sua lunga carriera fino alla sua morte il 31 ottobre 1993.<br />
Lo studio della psicoanalisi è nato con gli scritti di Sigmund Freud.<br />
Tra le altre cose, Freud esamina l&#8217;influenza dei ricordi d&#8217;infanzia, che sono spesso repressi e una parte della mente della quale non siamo consapevole chiamata sub-conscio.</p>
<p>Egli ritiene che, attraverso tecniche come la libera associazione, in cui una persona verbalizza tutto ciò che viene in mente, si può accedere all&#8217;inconscio e toccare questioni e memorie in esso contenute. Un altro importante campo di studio della psicoanalisi è il ruolo dei sogni. Secondo Freud, sono i sogni il percorso per accedere  al sub-conscio.</p>
<p>Desideri insoddisfatti, ossessioni e le angosce manifestano la loro presenza attraverso i sogni. Anche se sono spesso codificati in simboli, la comprensione dei sogni è un passo importante sulla strada verso la consapevolezza del subconscio.<br />
Secondo Freud anche  la sessualità influenza moltissimo la personalità. Freud scriveva che tutte le azioni sono dettate da unità, o impulsi, le cui radici sono spesso radicate nella sessualità. Il suo concetto di libido si riferisce al&#8217;energia emotiva e psicologica che deriva dal senso biologico di sessulaità.</p>
<p>Freud individua due categorie di unità: Eros e Thanatos. Eros si riferisce agli impulsi alla vita, quelli che servono a garantire la riproduzione della specie. La chiave di queste forze è il desiderio sessuale, la cui energia è la libido. Thanatos, d&#8217;altra parte, riflette gli impulsi di morte: è la fonte di aggressività.</p>
<p>L&#8217;impatto della psicoanalisi sul mondo dell &#8216;arte è stata molto importante. Il movimento conosciuto come il surrealismo, che ha avuto inizio nel 1920, è direttamente influenzato dalle teorie psicoanalitiche al riguardo dei sogni.Il Film è diventato rapidamente uno dei principali strumenti in mano ai surrealisti. Ironia della sorte, la forma d&#8217;arte che garantisce la più vera rappresentazione della realtà è diventato il luogo ideale per esplorare il fantastico e sogni.</p>
<p>Fellini era al corrente di tutte questo quando ha deciso di modificare il suo stile con 8 ½. Tuttavia, non sono stati gli scritti di Freud la sua fonte di ispirazione, ma quelli di uno dei suoi contemporanei: Carl Gustav Jung.</p>
<p>Fellini è stato introdotto per la prima volta alle teorie di Jung da un analista amico, Ernst<br />
Bernhard.  E &#8216;stato subito attirato Jung di lavoro per quanto riguarda i sogni e il suo trattamento di simboli. Bernhard guuidò Fellini  attraverso i suoi studi e lo ha incoraggiato a mantenere un giornale dei sogni, un quaderno dove annotava e disegnava i suoi sogni. Per Fellini, questo quaderno dei sogni è servito come modo per esplorare apertamente la sua creatività e per elaborare idee che a volte appaiono nei suoi film. I suoi studi di Jung poi lo portò a visitare la città natale dello psicologo, Kesswil, in Svizzera. Carl Jung ha iniziato a lavorare inizialmente con Freud, ma ben presto iniziò a sviluppare la propria scuola di pensiero.  Il lavoro di Jung appare a volte controverso per la sua ricerca in campi non associata con la psicologia, compresi religione, l&#8217;alchimia e l&#8217;occulto. Tuttavia, le sue idee sono tra alcune delle più importanti della psicologia e hanno influenzato una miriade di artisti, scrittori e pensatori. Come Freud, Jung stesso interessato allo studio dell&#8217;inconscio ed ai suoi effetti sulle scelte e sulle emozioni, ma ha anche introdotto un nuovo concetto, l&#8217;inconsio collettivo. Secondo Jung, esiste una parte di inconscio che è condiviso da tutti gli uomini. Sebbene il linguaggio individiale ed ilmodo di esprimere le emozioni ppossa differire, le emozioni rimangono le stesse.Entro l&#8217;inconscio collettivo si trovano le immagini conosciuta come archetipi. Questi archetipi sono pensieri universali o, se vogliamo, sono la predisposizione a rispondere a determinati  stimoli in un certo modo.</p>
<p>Anche se non entrano pienamente nella coscienza, gli archetipi simbolici appaiono in  forma simbolica attraverso l&#8217;arte, i miti e i sogni. Jung ritiene che è importante capire questi archetipi perché rappresentano le potenzialità latenti della psiche di entrare a far parte di una più ampia, universale esperienza. Approfondiremo succesivamente questo argomento che ci servirà per la comprensione di molti temi del cinema di Fellini. L&#8217;interesse di Felini in Jung è stato cruciale per lo sviluppo della suo inconfondibile stile nel fare cinema.</p>
<p>Apparentemente, quando si è trovato di fronte all&#8217;arduo compito di creare un successore<br />
a “La Dolce Vita”, Fellini ha iniziato a studiare Jung e ha sviluppato un nuovo potenziale creativo che lo ha portato alla produzione di 8 ½. Per lui, &#8220;i sogni e le fantasie rappresentato un modo di accedere ad un mondo di fantasia di una maggiore profondità&#8221;, altrimenti conosciuto come inconscio collettivo.</p>
<p>I simboli e gli archetipi contenuti nell&#8217;inconscio collettivo forniscono a Fellini un nuovo vocabolario di immagini che potrebbero essere utilizzati come appello ai telespettatori su un piano emotivo, piuttosto che limitarsi a livello visivo.</p>
<p>Alla domanda su cosa sia l&#8217;ispirazione, in generale e secondo lui, Fellini ha fornito la seguente risposta: &#8220;Cosa si intende per ispirazione? La capacità di rendere il contatto diretto tra il proprio inconscio e la mente razionale. Quando un artista è felice e spontaneo, è di successo, perché raggiunge l&#8217;inconscio e lo traduce con un minimo di interferenza &#8230; La trasformazione da sogno a cinem avviene in stato di coscienza risvegliata, ed è chiaro che la coscienza comporta la presunzione intellettuale che pregiudica la creatività. &#8220;.</p>
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