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	<title>Barbax Studios &#187; programmazione</title>
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	<description>web design &#38; modern development &#124;&#124; Social Networking experiments</description>
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		<title>Università</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 16:54:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivò il periodo dell&#8217;università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;informatica, quella vera. L&#8217;informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo fare una tesi sulla sicurezza informatica, credendo che conoscere qualche cosa di networking e qualche rimedio agli attacchi comuni fosse sufficiente a fare una tesi. Ho ricevuto parecchi schiaffi (morali ovviamente)  da Viviana che mi ha fatto capire che l&#8217;informatica è una cosa seria, che è una branca della matematica e che non basta credere ma bisogna sapere per essere un informatico. Ancora oggi penso che quello che sono oggi è in larga misura merito dell&#8217;incontro con lei. La mia tesi alla fine è stata sulla sicurezza informatica, sulle basi, ovvero la crittografia. Interessante studio e tesi mediocre.</p>
<p>Nello stesso anno feci un acquisto davvero azzardato: Matrox RTX 100; <span id="more-272"></span>una scheda di editing video realtime professionale che mi avrebbe permesso di portare avanti un altra delle mie passioni: il cinema. Volevo infatto fare dei corti e montarli. Montare i video che facevo con i miei amici. E volevo falo al meglio e quindi comprai il meglio. Purtroppo però ho fatto davvero pochi video e oggi la mia povera matrox non posso utilizzarla perchè è compatibile solo con wondows e io sono solo su linux al momento. Progetto però di creare piu in la un muletto con windows xp da utilizzare solo per i montaggi.</p>
<p>L&#8217;estate di quell&#8217;anno a Milano ebbi il mio primo contatto con Linux. Massimo (a.k.a. <a title="Maintux" href="http://maintux.wordpress.com/" target="_blank">Maintux</a>) che era già da un anno iscritto ad Ingegneria Informatica al POLIMI mi installò Ubuntu su un mio vecchio portatile. Lo ho usato poco quel portatile. Andava bene, ma non mi era utilissimo. Finchè non lo utilizzai per sperimentare i server e iniziai così a imparare a configurare apache, php, mysql. Usavo quel portatile, che è ancora qui vicino a me come server remoto, locale sul quale mettevo l&#8217;oggetto della mia programmazione e lo testavo. Non ha molto senso, lo so, ma era stimolante perchè dovevo configurare linux, samba e i veri servizi.</p>
<p>Passata l&#8217;estate, decisi che dovevo già iniziare a  lavorare per produrre la tesi della specialistica e che questa volta non volevo toppare con la mia relatrice. Ci tenevo a lavorare da informatico vero e fare un lavoro &#8220;scientifico&#8221;. Allora contattai subitoViviana che fu contenta della mia iniziativa. Le chiesi di fare una tesi sperimentale, dove sviluppavo un sw per la gestione del funzionamento, da interfaccia web, di reparti militari, includendo la logistica e il personale. Iniziai a lavorarci e scrissi qualcosa, una bozza di quanto volevo produrre. Già funzionava qualcosa e glielo mostrai. Ancora una volta Viviana mi ha cambiato la vita. Lo ha fatto in 2 momenti diversi, sempre per la preparazione della tesi specialistica, consigliandomi 2 libri che sono le pietre miliari del mio credo attuale. Il primo libro che mi ha fatto leggere è stato: Progettare siti web standard di Jeffrey Zeldman. Questo libro mi ha letteralmente sconvolto. Non è una guida su come fare siti internet. E&#8217; la storia di internet e di perché è cosi. E&#8217; la visione chiara di come si deve fare web. E&#8217; un libro illuminante che ha dato la direzione giusta al mio lavoro. Un altro libro, bellissimo è stato Basi di dati, di Atzeni,Ceri,Paraboschi. Questo libro è stato il primo libro di Informatica che abbia mai letto. Mi ha dato l&#8217;approccio corretto ai problemi relativi alla progettazione delle basi dati. A distanza di qualche anno poi ho conosciuto uno degli autori di quel libro (il prof. Ceri) e sostenuto con lui l&#8217;esame di basi dati al POLIMI per la laurea in ingegneria Informatica.</p>
<p>Mentre Viviana cambiava per sempre la mia vita Cristian contribuiva anche lui a dargli una svolta importante presentandomi Walter che aveva bisogno di un sito internet per promuovere eventi e serate. Nulla di meglio che una esperienza del genere per imparare nuove cose. Nel giro di un mese realizzai per Walter il sito con gallerie fotografiche e newsletter. Imparai la gestione delle immagini con GD e i problemi dell&#8217;autenticazione.</p>
<p>L&#8217;anno trascorse. Msn era sempre li, sempre acceso. Il mio portatile Ubuntu era sempre li come server locale a farmi studiare e fare da repository ai sorgenti che scrivevo. Un altro grande cambiamento era alle porte: Gmail, Adsense, MOU.</p>
<p>Avevo aperto gmail perché mi serviva un account google per utilizzarne i servizi, in particolare volevo provare Analytics. Dopo poco capii che gmail era diverso da tutto quello che avevo visto prima. Gmail era il punto di taglio con i vecchi client mail. Gmail per me infatti è stata la prima webmail che non mi ha fatto sentire l&#8217;esigenza di utilizzare outlook per leggere la posta. Risolvevo di colpo il problema di fare backup delle mail e di accedere ovunque alla mia posta.</p>
<p>Fu cosi che le mie tante caselle mail finirono tutte su gmail e che la mia password di gmail divenne piu forte. Col tempo avrei scoperto che google ha tante altre cose fantastiche da usare che fanno al caso mio, e di chiunque a dire il vero.</p>
<p>Quell&#8217;estate mio padre mi chiese la realizzazione di un sito, MagistratiOnorariUniti (MOU) che realizzai in un mesetto. Riciclai qualcosa dal codice scritto per Walter e scrissi da zero un forum (pazzo e inesperto che ero!) aggungendogli la parte social delle foto e dei profili con i messaggi privati tra gli utenti. Oggi quel sito ha migliaia di contatti giornalieri e introiti pubblicitari in grado di ripagare il servizio di hosting.</p>
<p>Si arriva a Natale. Quel natale 2 decisioni importanti sono state prese: clunk e il cambiare tesi di laurea. Le cose possono sembrare disconnesse, ma in realtà son collegate. C&#8217;entra anche Walter in questa storia, ma non spiegherò quì come e perchè. In ogni caso.. Quel Natale mi venne l&#8217;idea di Clunk e realizzai che la mia tesi era una cosa inutile, cioè, una cosa che sarebbe rimasta una speculazione fine a se stessa. Decisi allora di provare a cambiarla e ideai come soluzione la realizzazione di un social network, chiuso, per il mio corso di laurea. In una sera riprogettai la mia tesi tracciando le basi per la creazione di clunk. In sostanza incentrai il progetto della tesi e il progetto del social network che volevo realizzare su quello che volevo studiare per poi realizzare clunk. Scrissi allora a Viviana che accettò i miei cambiamenti.</p>
<p>Quello era l&#8217;anno degli eeePC. Era nato il concetto di Netbook e la Asus produsse il primo netbook da sette pollici. Inutile dire che lo comprai. Di corsa andai alla FNAC di torino e tornai a casa col mio eeePC. Dopo 2 ore avevo già ripiazzato l&#8217;eeePC al mio amico Benedetto (Benedetto è il nome)  che lo ricomprò al prezzo d&#8217;acquisto. Era frustante lavorare sul 7 pollici. Schermo infimo e risoluzione troppo bassa per navigare in internet. E poi tastiera troppo, troppo piccola per me. Dovetti attendere l&#8217;uscita del successore, l&#8217;eeePC da 9&#8243; per diventare possessore di un netbook. Ma anche il 9&#8243; pollici non durò parecchio pochè la tastiera mi stava stretta e la risoluzione non era ancora quello che volevo. Allora il buon Luca Maria acquistò il mio netbook permettendomi di acquistare il mio attuale eeePC da 10&#8243;. Quel pollice in più mi ha dato la risoluzione che cercavo, un touchpad migliore ed una tastiera quasi umana. Se riuscissi a venderlo però confesso che comprerei volentieri il 12&#8243; che è il miglior compromesso con tutto.</p>
<p>In 3 mesi, tra gennaio e marzo, realizzai il social network che è ancora attivo e utilizzato dai 200 iscritti del mio corso di studi (<a title="185° Corso Fierezza" href="http://www.185fierezza.it">www.185fierezza.it</a>). La tesi andò molto bene; descrissi nei vari capitoli le aree salienti della realizzazione del social network. A posteriori guardo con orrore il mio lavoro poichè oggi lo vedo molto immaturo. Ma in quel periodo ero molto contento di quanto avevo realizzato. Viviana era contenta di me ed io mi convinsi che era il caso di continuare a studiare.</p>
<p>Elaborai allora la teoria secondo la quale dovrei smettere di lavorare per potermi concentrare solo negli studi. Una utopia questa perchè se non lavoro non posso mantenermi negli studi, ne tutto il resto. Allora il comrpromesso è arrivato dopo un anno di pausa e catarsi dove ho maturato la decisione di reiscrivermi all&#8217;università.</p>
<p>La laurea arrivò. Questa volta la tesi riscosse molto piu successo ed ebbi il massimo dei voti (alla tesi). Insieme alla tesi arrivò anche il nuovo HTC Diamond. Il mio P3600 è stato archiviato e dopo qualche anno venduto poichè inutilizzato. Il diamond era fantastico. Piccolissimo e piu potente del p3600 e con il sirfstar3, il miglior chip gps del momento. In 2,8 Pollici c&#8217;erano 640&#215;480 pixel, il doppio del precedente. Un immensità. Una densità mai vista e poi il touch flo 3d che finalmente mi rendeva indipendente dall&#8217;interfaccia di windows mobile. L&#8217; HSDPA andava esattamente al doppio della velocità del predecessore. I 4Gb di ROM interna poi mi rendevano indipendente dalle micro sd.</p>
<p>Quell&#8217;estate Massimo inizio a collaborare con me a clunk. In realtà massimo all&#8217;epoca lavorò per me in quando volevo sviluppare clunk da solo e dare in outsourcing solo dei pezzi di progetto. A Massimo commissionai la chat ajax. Max, con cui avevo già collaborato in passato per Unionturismo (alla quale ha collaborato per la grafica anche Marco C., anche lui compagno del Liceo) e per un altro progetto di cui non ricordo il nome, ma i cui sorgenti sono ancora nella webroot del mio server locale di testing, fece la chat come da specifiche (parola che iniziai a utilizzare per interfacciarmi con lui). La chat la implementai nel mio social network di corso e al momento è ancora li che funzionicchia. Dopo poco mi convinsi che Massimo non doveva essere un dipendente ma un socio. In pompa magna andai a casa sia a Milano. Lui abita con suo fratello (Nicola, mio compagno di Classe al Liceo) e quel fine settimana oltre a fare bagordi con nicola feci a Massimo la proposta di diventare mio socio. Gli illustrai la versione del momento di clunk e lui accettò. Gli diedi accesso a quanto finora realizzato.</p>
<p>Capimmo allora di avere bisogno di strumenti di sviluppo seri. Iniziammo ad utilizzare SVN e entrai per la prima volta in contatto con le IDE. Finora avevo realizzato migliaia di righe di codice senza una IDE. Scrivevo i miei progetti utilizzando editor php qualunque. Oggi mi rendo conto di quanto tempo ho buttato via. A quel periodo risalgono quindi l&#8217;entrata nella mia vita di SVN e di Eclipse e Netbeans.</p>
<p>Un altra importante scossa la diede ancora Massimo suggerendomi e di fatto imponendomi l&#8217;utilizzo di ZendFramework. Io programmavo in maniera pessima. Scrivevo script, al massimo funzioni. Non sapevo cosa era la Programmazione orientata agli oggetti ne la Progettazione orienta agli oggeti. Non è che ero cosi ignorante, in quanto Viviana mi aveva dato da studiare java per la mia tesi (perchè nella tesi iniziale volevo creare un demone di sistema che faceva qualcosa che non ricordo di preciso). Avevo fatto quindi qualcosa in java, ma in realtà non avevo mai programmato nulla a oggetti e non avevo certo mai usato php a oggetti. Massimo portò tutto quello che avevo fatto io in Zend. Nella mia vita entrò MVC. Massimo provò a spiegarmelo. A me sembrò una figata. MVC rappresentava per la scrittura di codice quello che xhtml aveva rappresentatò per il web. Massimo era il mio Zeldman.Mi chiedeva specifiche e io gli davo indicazioni. Lui mi chiedeva direttive io chiedevo consigli. Clunk è rimasto arenato per molto tempo senza passi in avanti e la mia collaborazione con Massimo, a causa della mia impreparazione è finita in un nulla di fatto. Altri progetti hanno portato Massimo lontano da clunk. La mia prima esperienza di project manager è stata fallimentare purtroppo, ma non avevo le basi per poter gestire un progetto del genere.</p>
<p>Finita l&#8217;università mi trasferii a Padova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi i capitoli precedenti : <a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La genesi</a> e  <a title="Cellulare ed internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del cellulare e di internet</a></p>
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		<title>VPS ? No grazie: RPS a 10€ al mese</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 12:31:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server. Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server.</p>
<p>Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il computer e il gioco è fatto.</p>
<p><div id="attachment_95" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-95 " title="rps_how[1]" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/12/rps_how1.jpg" alt="Funzionamento di RPS" width="400" height="100" /><p class="wp-caption-text">Funzionamento di RPS</p></div><span id="more-92"></span>Con poco piu di 11 euro al mese si può avere uno di questi giocattolini da gestire in completa autonomia. Dal pannello si può scegliere di riformattare la macchina e di installarci una delle tante distribuzioni disponibili. Tramite shell remota si può fare qualunque osa sulla macchina che viene fornita tralaltro già pronta e configurata. Circa un ora dopo che ho effettuato il pagamento mi è arrivata una mail con le credenziali per accedere al mio server ed iniziare a provarlo.  Dopo qualche piccolo ritocco ad apache e al server mysql il server è già pronto per lavorare degnamente!</p>
<p>Potrebbe essere la svolta che segna l&#8217;inizio del personal providing in cui ogn&#8217;uno è provider di se stesso. Ovviamente configurando adeguatamente i Vhost si possono facilmente ospitare diversi siti. Se si ospitano dai 2 siti web in sù, la soluzione del RPS è anche piu conveniente del classico hosting.</p>
<p>Un altro vantaggio di utilizzare RPS è a mio avviso la virtualizzazione dello storage. Se si decidesse di passare ad un server superiore, o anche inferiore, sarebbe necessario semplicemente connettere lo storage ad un nuovo server, senza perdere niente. Inoltre OVH prevede questa possibilità ed è in grado di farlo in maniera completamente trasparente.</p>
<p>Una soluzione del genere è ovviamente da prendere con le pinze.  Non è pensabile utilizzare intensamente un RPS soprattutto di fascia bassa senza pensare di risentirne sulle prestazioni. E&#8217; bene considerare l&#8217;RPS come un VPS di fascia bassa (per le versioni base di RPS).  Al momento il mio RPS ospita 4 siti con WordPress. Prossimamente testerò l&#8217;utilizzo dell&#8217;RPS per ospitare un portale scritto da me in PHP e un Forum in phpBB.  Se invece si vuole gestire in proprio l&#8217;hosting dei propri siti, avere un server dove fare esperimenti e test&#8230;bhe.. allora RPS è la soluzione ideale!</p>
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		<title>teuliex.it un nuovo social network per gli ex allievi della teuliè</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 19:39:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Antico il mio progetto di creare per gli ex allievi della teuliè uno spazio nuovo, facile,web 2.0, pratico e soprattutto utile. Son ormai 2 anni che ce l&#8217;ho in mente. Oggi il primo passo è stato compiuto. Ho comprato il dominio, cosi da evitare eventuali speculazioni&#8230; poi&#8230; quando il portale sarà completo lo regalerò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_57" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-57" title="stemma Teuliè" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/07/stemma.jpg" alt="teuliè" width="150" height="195" /></dt>
</dl>
</div>
<p>E&#8217; Antico il mio progetto di creare per gli ex allievi della teuliè uno spazio nuovo, facile,web 2.0, pratico e soprattutto utile. Son ormai 2 anni che ce l&#8217;ho in mente. Oggi il primo passo è stato compiuto. Ho comprato il dominio, cosi da evitare eventuali speculazioni&#8230; poi&#8230; quando il portale sarà completo lo regalerò all&#8217;associazione. Ignoro i tempi di produzione. Teuliex è un progetto lungo, mo sopratutto è di minore importanza rispetto a clunk.  Una volta finito con cluk però prometto&#8230;teuliex è il prossimo progetto. W la teuliè, W il PerreroII</p>
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		<title>Cifra e Decifra facile!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 20:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando nel lontano 2005 iniziai a studiare per produrre la tesi di laurea incappai in un argomento estermamente interessante: la crittografia! Fu allora che pensai di sviluppare in php un piccolo tool che permettesse la facile cifratura/decifratura di testi. Ed ecco che ai primordi della mia esperienza con php sviluppai questo! Abbiate pietà per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel lontano 2005 iniziai a studiare per produrre la tesi di laurea incappai in un argomento estermamente interessante: la crittografia! Fu allora che pensai di sviluppare in php un piccolo tool che permettesse la facile cifratura/decifratura di testi. Ed ecco che ai primordi della mia esperienza con php sviluppai <a title="Tool di cifratura/decifratura" href="http://www.barbax.it/tools/3des.php" target="_self">questo</a>!</p>
<p>Abbiate pietà per la grafica primordiale ma l&#8217;essenziale è invisibile agli occhi <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Enjoy</p>
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		<title>Clunk, step 1 ancora: Migrazione su Zend</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 21:01:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea del framework era giusta&#8230; un framework è proprio quello che ci vuole! Una piattaforma dalla quale patire con lo sviluppo solido ed organico di una applicazione complessa come un social network. Il framwork che ho finito due settimane fà non è stato rimandato a settembre. Non bocciato ma non ha pasato completamente l&#8217;esame. Mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-50" title="anteprima" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/04/anteprima.jpg" alt="anteprima" width="150" height="123" />L&#8217;idea del framework era giusta&#8230; un framework è proprio quello che ci vuole! Una piattaforma dalla quale patire con lo sviluppo solido ed organico di una applicazione complessa come un social network. Il framwork che ho finito due settimane fà non è stato rimandato a settembre. Non bocciato ma non ha pasato completamente l&#8217;esame. Mentre max si prendeva la certificazine Zend&#8230; io lo sviluppavo. Il buon Max, dopo averlo visto mi ha subito corretto gli svarioni e dopo aver implementato una carinissima funzione js che gli avevo chiesto di valutare zend framework. La formazione mia e di Max è completamente diversa, abbiamo approcci spesso diversi ai problemi, però dove serve la visione è una sola. Lo zend framework è una vera figata. Funziona, è scalabile e sopratutto ci costringe ad applica MVC (Model View Controller). Questo pattern è quanto cercavo di implementare con strumenti grezzi e che l&#8217;esperienza di Max ha raffinato con l&#8217;attuale versione di clunk. Siamo ancora a Clunk 0.1 ma questa volta completamente su piattaforma zend e con perfetta applicazien del MVC. Max, bravo!</p>
<p>Max ha quasi completato il porting mentre io mi esercito all&#8217;utilizzo di questo framework che fino a 3 giorni fa era per me uno sconosciuto e che oggi mi sembra uno strumento essenziale senza il quale nemmeno si puo programmare. Il pattern MVC è per clunk un pò come per le pagine web il passaggio da HTML a Xhtml&#8230; una vera rivoluzione!</p>
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		<title>Applicazioni aziendali in 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 23:02:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Può una web application aziendale essere 2.0? La risposta è SI! Il 2.0 è una filosofia, un modo di pensare il web ma sopratutto è un approccio. La filosofia 2.0 parte dal presupposto che il lavoro fatto dalla somma di infinitesimi contributi è meno costoso dello stesso lavoro fatto da una sola persona. Wikipedia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può una web application aziendale essere 2.0? La risposta è SI!</p>
<p>Il 2.0 è una filosofia, un modo di pensare il web ma sopratutto è un approccio.  La filosofia 2.0 parte dal presupposto che il lavoro fatto dalla somma di infinitesimi contributi è meno costoso dello stesso lavoro fatto da una sola persona. Wikipedia è l&#8217;esempio più chiaro. Una qualunque azienda è di per se, concettualmetne, una struttura di tipo 2.0. Si, avete capito bene: azienda=2.0. Diversi operai fanno diversi lavori che assieme permettono ai capibranca di raggiungere altri risultati che sommati tra loro permettono (o ahinoi non permettono) il raggiungimento degli obiettivi aziendali. L&#8217;operaio è dunque l&#8217;utente di wikipedia che scrive una voce dell&#8217;enciclopedia. I capibranca sono gli amministratori che verificano la qualità e la consistenza del lavoro degli operai/autori. Tutti contribuiscono al successo dell&#8217;Azienda, enciclopedia.</p>
<p><span id="more-65"></span></p>
<p>Partendo da questa sofistica descrizione aziendale è interessante pensare a come progettare in quest&#8217;ottica delle applicazioni.  Immaginiamo di dover creareun gestionale per una azienda che eroga corsi, ovvero vende corsi eterogenei tra loro. Quest&#8217;azienda ci chiede di creare un software che gestisca i docenti, contenga ovviamente anagrafiche e contatti e che gestisca le propensioni dei docenti. E&#8217; verosimile che l&#8217;azienda abbia bisogno di sapere quale docente sia preparato in una certa materia, ma possiamo supporre che all&#8217;azienda faccia piacere anche sapere se un docente si sente preparato o meno in un determinato corso. La risposta a tutte queste risposte è solo una: 2.0.</p>
<p>Se state pensando ai docenti presenti nel portfolio aziendale come a degli utenti&#8230;siete sulla strada giusta. Proseguendo su questa strada potete immaginare che la nostra applicazione si componga di dua parti. La prima parte potrebbe essere una parte gestionale che si occupa di aggiornare il portfolio dei corsi erogabili, la gestione dei clienti, gestione dei corsi e gestione contabile. La seconda parte potrebbe invece essere dedicata ai nostri docenti/utenti.  Ogni docente dovrebbe avere la possibilità di accedere ai suoi dati e modificarli (è suo interesse del resto). Ogni docente dovrebbe essere in grado di potere visionare i corsi che la nostra azienda eroga. Fin qui&#8230;c&#8217;è ben poco di 2.0! La vera rivoluzioneper le dinamiche aziendali potrebbe venire dal permettere ai docenti di autovalutarsi per tutti i corsi erogati. Se un docente ha interesse a insegnare per un dato corso, avrà interesse a valutarsi positivamente per quel corso. Viceversa se un certo corso è per lui materia oscura non si valuterà affatto.  Abbiamo in questo modo ottenuto un meccanismo di autovalutazione che permette all&#8217;azienda di prima di avere un portfolio docenti che è aggiornato (è il docente che lo fà) e sopratutto non vi è l&#8217;onere da parte dell&#8217;azienda di chiedere ad ogni docente le competenze professionali pregresse o magari in via di definizione. Vi sembra poco? Pensate ad intervistare un migliaio di docenti in città diverse. Pensate alla fatica che costerebbe cercare nuovi docenti per ogni nuovo corso aggiunto al portfolio corsi. Il web 2.0 demoltiplica il lavoro ed è estremamente affidabile. Vien da se che è possibile dare un peso diverso ai diversi docenti e mettere a sistema le autovalutazioni con eventuali profili psicologici o anche tenere in considerazione la percentuale di successo dei corsi precedenti. Non credete che questo sia possibile? Chiedete ad <a title="Infologos" href="http://www.infologos.it" target="_blank">INFOLOGOS</a> cosa ne pensano <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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