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	<title>Barbax Studios &#187; barbax</title>
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	<description>web design &#38; modern development &#124;&#124; Social Networking experiments</description>
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		<title>Creare un design di successo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 22:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[barbax]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[best practice]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[UI Pattern]]></category>

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		<description><![CDATA[Da dove viene l&#8217;ispirazione per un design di successo? Innanzitutto dovremmo interrogarci cosa sia un design di successo. Per come la vedo io, un design di successo è un design innanzitutto bello, abbastanza (e dopo capiamo perchè solo abbastanza) originale, di impatto che ottenga l&#8217;effetto desiderato, qualunque esso sia. Un design non può mai essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da dove viene l&#8217;ispirazione per un design di successo?</p>
<p>Innanzitutto dovremmo interrogarci cosa sia un design di successo. Per come la vedo io, un design di successo è un design innanzitutto bello, abbastanza (e dopo capiamo perchè solo abbastanza) originale, di impatto che ottenga l&#8217;effetto desiderato, qualunque esso sia.</p>
<p>Un design non può mai essere totalmente originale. Credo sia finita l&#8217;epoca della originalità e sia iniziata l&#8217;epoca in cui ci si interroga su cosa prendere, da chi prenderlo e come metterlo assieme. Tutto, (per beneficio di dubbio diciamo anche) o quasi tutto è già stato fatto sul web quindi è improbabile poter apportare innovazioni di design.</p>
<p>Seppur si parta con le più buone intenzioni e ci si metta davanti ad un foglio bianco con dei pastelli il risultato in qualche misura non potrà essere mai statisticamente originale. Il web spesso viene associato a sistemi biologici, più o meno intelligenti. Senza congetturare troppo su questo mi sento di dire che nel web di certo vigono le leggi di darwin. La selezione naturale è tra le piu belle caratteristiche del web.  I siti nascono, crescono, si riproducono, muoiono in funzione del successo che hanno. Lo stesso vale per quanto è legato al web come i browser (fortunatamente infatti internet explorer si sta lentamente estinguendo proprio grazie al darwinismo del web), gli standard, i protocolli, i design.</p>
<p><span id="more-303"></span>Da dove partire dunque per fare un design di successo? Innanzitutto, sempre con un pensiero alla genetica, bisogna prendere i geni dominanti, quelli che danno un vantaggio. Nel web questi geni si chiamano User Interface Patterns. Questi pattern sono una serie di regole che permettono a chi costruisce il design della UI di adottare delle best practice che garantiscono il raggiungimento degli obiettivi specificati nella descrizione del pattern stesso.  Basterà leggerli una sola volta per capire che quando riteniamo che un sito è bello e funzionale, probabilmente rispetta questi pattern. Leggerli non solo è piacevole ma la  loro conoscenza cambia l&#8217;approccio e la visione del web. Conoscere questi pattern è per un moderno deisigner come conoscere la differenza tra html e xhtml: un fondamento!</p>
<p>Una volta che si siano studiati i pattern e capito perchè un certo menu è fatto in un certo modo e con un dato colore  bisogna produrre qualcosa. Quando si deve creare un design è sempre qualcosa di speciale. Io personalmente son sempre molto riflessivo e introspettivo nella creazione di un nuovo design. Cerco di creare qualcosa di emotivamente significativo, che dia qualcosa oltre l&#8217;aspetto visivo e di utilizzo e che sopratutto comunichi una sensazione. Filosofia a parte, ogni volta che bisogna creare una design è sempre una tragedia! Son nervoso e indispettito con tutti, o come dice <a title="Fipillo" href="http://www.fipillo.it/" target="_blank">fipillo</a>, tendo a trattare la gente con sufficienza. Amici miei, se vi tratto con sufficienza è perchè son incazzato col mondo alla ricerca dell&#8217;ispirazione.</p>
<p>In questi casi gli approcci che io adotto per la creazione di un design son principalemnte  3</p>
<ol>
<li>Chromium , foglio di carta, matita, pastelli a olio, musica</li>
<li>Chromium ,Photoshop,Illustrator e musica</li>
<li>Uscire con gli amici a spassarsela <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<div>Chromium (Chrome per chi non usa linux) è il mio browser preferito ed è fondamentale per la creazione di un design.</div>
<div>Tipicamente infatti quando voglio creare qualcosa di nuovo, guardo cosa già c&#8217;è. Ripasso quello che so sui pattern UI e guardo qualche bel sito. Vedere cose belle aiuta a farne di altrettanto belle. Sia che si usi un foglio di carta o si facciano sketch su Phtoshop o Illustrator ho sempre il mio browser davanti con una decina di siti che mi trasmettono le emozioni che voglio trasmettere a mia volta.  E&#8217; importante ispirarsi senza copiare, senza usare gli stessi colori o le stesse forme ma traendo libera ispirazione da quanto di bello già c&#8217;è. Il resto è pura creazione, fantasia, estro e pazzia. Non bisogna mai farsi prendere dalla foga creativa ma interrompere il lavoro per dedicarsi all&#8217;approccio n°3 che è la parte più importante in quanto permette di tornare dopo qualche ora o dopo qualche giorno al proprio lavoro avendo dimenticato quanto si è fatto in precedenza. Questo permette di apportare idee nuove e imprevedibili.</div>
<div>Infine mi senti di dover parlare dell&#8217;orario. Non c&#8217;è un orario per il design perfetto, però c&#8217;è un orario in cui si è piu creativi. Io, son 11 anni che &#8220;creo&#8221; solo di notte. Il mio orario, l&#8217;orario in cui son davvero concreto inizia alle 21.30. Prima ho troppa voglia di perder tempo, uscire, suonare o ascoltar musica. La notte nel mio caso è la più grande fonte di ispirazione. Immagino non sia per tutti così, ma credo che ogn&#8217;uno abbia il proprio orario preferito. Qualunque sia il tuo orario ricorda di staccare e riprendere dopo aver fatto altro. Questo dà un tocco di imprevedibilità al tutto.</div>
<div>Buon design, e buonanotte!</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Organizzare un addio al Celibato</title>
		<link>http://www.barbax.it/2011/05/21/organizzare-un-addio-al-celibato/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 08:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[barbax]]></category>
		<category><![CDATA[addio al celibato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come organizzare un addio al celibato con i fiocchi. Consigli e scherzi per un addio al celibato perfetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Organizzare un addio al celibato non è mai cosa facile.</p>
<p>Prima di tutti bisogna capire cosa si vuole.  Prima di organizzarlo la prima volta ero convinto che l&#8217;addio al celibato fosse fatto di donne nude che ballavano davanti il futuro sposo, della serie guardare e non toccare. Poi però mi son scontrato con la realtà e non mi sembrava ne opportuno ne adeguato fare una cosa del genere.</p>
<h2>L&#8217;idea</h2>
<p>L&#8217;addio al celibato, deve essere qualcosa che da un taglio col passato. Una serata indimenticabile per il futuro sposo, una serata di bagordi tra amici, dove si fan stupidaggini, si ride e si beve tanto. Per incastrare tutto questo allora abbiam pensato, ispirati dalla rete, ad una &#8220;caccia al tesoro&#8221;. L&#8217;idea era di far conquistare le virtù del matrimonio attraverso delle prove e pagando dei pegni.<span id="more-293"></span></p>
<h2>La convocazione:</h2>
<p>Alla povera vittima è stata fatta recapitare sul posto di lavoro una lettera a firma del suo datore di lavoro (consenziente) dove lo si terrorizzava dicendo che era stata accettata la sua domanda di trasferimento. Scritto in piccolo c&#8217;era scritto che per rinunciare al trasferimento avrebbe dovuto presentarsi un tal giorno, a una certa ora, in un certo bar (La Corte Sconta di Padova).</p>
<h2>La prima virtù:</h2>
<p>Arrivato al bar, è stato accolto con gran casino da tutti noi. Lo abbiam costretto a denudarsi della camicia e fatto mettere una maglia preventivamente preparata con su scritto: AIUTO, tra poco mi sposo!Poi ha indossato lo zainetto che conteneva all&#8217;interno tutto il materiale che abbiam usato durante la serata per torturarlo e l&#8217;imbuto collegato alla tubo di gomma, nel quale randomicamente  versavamo un pò dei 5 litri di vino che avevamo portato con noi e che lui doveva bere senza protestare.<a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2.jpg"><br />
<img title="2" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2011/05/2.jpg"><br />
</a></p>
<p>Gli è stata allora consegnata allora la prima busta istruzioni che recitava:</p>
<blockquote><p>Vai al banco e chiedi al barista una Rigogliosa Fava,</p>
<p>quando hai finito il bicchiere, torna al banco e chiedi se c&#8217;è altro!</p></blockquote>
<p>Ovviamente avevamo preventivamente preso accordi con il barista che è stato al gioco alla grande e devo essere onesto.. ha calcato alla grande la mano sui bicchieri di vino (sarà stata la compassione per il poveretto che si sposava). Usciti fuori beviamo e gli ricordiamo che deve tornare a chiedere se c&#8217;è altro per lui.</p>
<p>Entrato dentro il barista gli propone un un indovinello:</p>
<blockquote><p>Se la virtù vuoi conquistare,</p>
<p>senza pegno pagare,</p>
<p>la risposta mi devi dare:</p>
<p>Quant&#8217;è due piu due diviso due?</p></blockquote>
<p>Come si può vedere.. può essere inteso come (2+2)/2 o come 2+(2/2) e quindi, qualunque fosse stata la risposta, avrebbe sbagliato. Ed ecco che il barista gli porge il 2° Bicchiere ancora più colmo di quello di prima.</p>
<p>Uscito fuori forniamo alla povera vittima un megafono e gli facciam leggere il contenuto della prima busta:</p>
<blockquote><p>﻿﻿</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>BUSTA n° 1</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Finalmente qui sei giunto e sei pronto ad apprendere i doni che stai per ricevere. In questa serata felice,goliardica e mesta (poverino, tra poco finisce la festa) con tre doni tornerai a casa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ti verranno donate le 3 virtù del matrimonio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma le virtù non si regalano e dovrai conquistarle, con asperrima lotta, sangue e tanto vino. Un uomo per poter vivere deve prima morire, e tu da domani, vivrai, grazie a noi e alle virtù che ti doneremo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Prima di iniziare però devi conoscere:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;La sveglia dell&#8217;amore: Quando sentirai squillare la sveglia dell&#8217;amore avrai 15 secondi per abbracciare una gentil dama. L&#8217;abbraccio, caloroso, deve durare 30 secondi almeno. Qualora non rispetterai questi dettami verrai sottoposto alla pena del dado della tortura</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;Dado della Tortura: E&#8217; il tuo giudice. E&#8217; lo strumento che decide quale parte del tuo corpo subirà pena fisica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">-&gt;Bottiglione dell&#8217;amicizia. Questo già lo conosci! Questa sera però sarà accompagnato dalla &#8216;cannola della salvezza&#8217; che sarà il tuo abbeveratoio esclusivo, per tutta la serata!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A questo punto, sei pronto a voltar pagina e leggere della prima prova.</span></span></p></blockquote>
<p>e la prima prova è stata:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1^ PROVA</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">In 30 minuti fai firmar. Così come previsto sulle stesse le 5 petizioni popolari che ti verran consegnate una alla volta. Allo scadere dei 30 minuti dovrai già trovarti “AI DO ARCHI”</span></span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Le petizioni erano oltremodo sconce e avevano tutte un target, ovvero per ogn&#8217;una c&#8217;era definito da chi andassero firmate. Lo scopo ovviamente era divertirci, far casino e fargli pagar pegno.</p>
<p>Un esempio di petizione è questa:</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Petizione Popolare per la liberalizzazione della fxxa. Proponendo questa petizione tu proponi di istituire il reato di “fxxa di legno” per qualunque donna si trovi in territorio italiano e non faccia sesso per più di 24h.  La pena è la reclusione da 2 mesi a 2 anni e la multa da 200 a 2000€.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Regole:</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">La petizione và firmata da</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza strafiga</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza bionda</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza pelosa</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza con la mazza</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: large;">1 ragazza brutta</span></span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Come si può imaginare&#8230; mezzora per far firmare 5 di queste petizioni alle ragazze da noi decise è un temo iniquo, per cui abbiam concesso 5 minuti per ogn&#8217;un&#8217;una delle petizioni. Ad ogni petizione (quindi tutte) non completata in tempo lanciavamo il dado che decideva quale parte del corpo depilare con le strisce depilatorie. Lo abbiam depilato un pò ovunque nel corso della serata. Svolgere queste prove è stato uno spasso, per noi e per lui. Siam incappati anche in un addio al nubilato, per cui anche lì, casino, baccano. Inoltre la sveglia dell&#8217;amore ha suonato tantissimo in questa prima fase ed ogni volta che il conteggio iniziava si alzava il coro 1, 2 ,3 ..; se una delle vittime non si concedeva all&#8217;abbraccio di 30 secondi.. bhe.. il dado era li pronto! Ovviamente in tutta questa fase.. l&#8217;imbuto è stato strausato!</p>
<p>Passata la mezzora siam arrivati al 2° bar dove gli abbiam consegnato la prima virtù, ovvero la fedeltà, simboleggiata da un cappio che ha indossato tutta la serata.</p>
<p>Ci son ancora 2 virtù da consegnare <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  &#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Università</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 16:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivò il periodo dell&#8217;università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;informatica, quella vera. L&#8217;informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivò il periodo dell&#8217;università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;informatica, quella vera. L&#8217;informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo fare una tesi sulla sicurezza informatica, credendo che conoscere qualche cosa di networking e qualche rimedio agli attacchi comuni fosse sufficiente a fare una tesi. Ho ricevuto parecchi schiaffi (morali ovviamente)  da Viviana che mi ha fatto capire che l&#8217;informatica è una cosa seria, che è una branca della matematica e che non basta credere ma bisogna sapere per essere un informatico. Ancora oggi penso che quello che sono oggi è in larga misura merito dell&#8217;incontro con lei. La mia tesi alla fine è stata sulla sicurezza informatica, sulle basi, ovvero la crittografia. Interessante studio e tesi mediocre.</p>
<p>Nello stesso anno feci un acquisto davvero azzardato: Matrox RTX 100; <span id="more-272"></span>una scheda di editing video realtime professionale che mi avrebbe permesso di portare avanti un altra delle mie passioni: il cinema. Volevo infatto fare dei corti e montarli. Montare i video che facevo con i miei amici. E volevo falo al meglio e quindi comprai il meglio. Purtroppo però ho fatto davvero pochi video e oggi la mia povera matrox non posso utilizzarla perchè è compatibile solo con wondows e io sono solo su linux al momento. Progetto però di creare piu in la un muletto con windows xp da utilizzare solo per i montaggi.</p>
<p>L&#8217;estate di quell&#8217;anno a Milano ebbi il mio primo contatto con Linux. Massimo (a.k.a. <a title="Maintux" href="http://maintux.wordpress.com/" target="_blank">Maintux</a>) che era già da un anno iscritto ad Ingegneria Informatica al POLIMI mi installò Ubuntu su un mio vecchio portatile. Lo ho usato poco quel portatile. Andava bene, ma non mi era utilissimo. Finchè non lo utilizzai per sperimentare i server e iniziai così a imparare a configurare apache, php, mysql. Usavo quel portatile, che è ancora qui vicino a me come server remoto, locale sul quale mettevo l&#8217;oggetto della mia programmazione e lo testavo. Non ha molto senso, lo so, ma era stimolante perchè dovevo configurare linux, samba e i veri servizi.</p>
<p>Passata l&#8217;estate, decisi che dovevo già iniziare a  lavorare per produrre la tesi della specialistica e che questa volta non volevo toppare con la mia relatrice. Ci tenevo a lavorare da informatico vero e fare un lavoro &#8220;scientifico&#8221;. Allora contattai subitoViviana che fu contenta della mia iniziativa. Le chiesi di fare una tesi sperimentale, dove sviluppavo un sw per la gestione del funzionamento, da interfaccia web, di reparti militari, includendo la logistica e il personale. Iniziai a lavorarci e scrissi qualcosa, una bozza di quanto volevo produrre. Già funzionava qualcosa e glielo mostrai. Ancora una volta Viviana mi ha cambiato la vita. Lo ha fatto in 2 momenti diversi, sempre per la preparazione della tesi specialistica, consigliandomi 2 libri che sono le pietre miliari del mio credo attuale. Il primo libro che mi ha fatto leggere è stato: Progettare siti web standard di Jeffrey Zeldman. Questo libro mi ha letteralmente sconvolto. Non è una guida su come fare siti internet. E&#8217; la storia di internet e di perché è cosi. E&#8217; la visione chiara di come si deve fare web. E&#8217; un libro illuminante che ha dato la direzione giusta al mio lavoro. Un altro libro, bellissimo è stato Basi di dati, di Atzeni,Ceri,Paraboschi. Questo libro è stato il primo libro di Informatica che abbia mai letto. Mi ha dato l&#8217;approccio corretto ai problemi relativi alla progettazione delle basi dati. A distanza di qualche anno poi ho conosciuto uno degli autori di quel libro (il prof. Ceri) e sostenuto con lui l&#8217;esame di basi dati al POLIMI per la laurea in ingegneria Informatica.</p>
<p>Mentre Viviana cambiava per sempre la mia vita Cristian contribuiva anche lui a dargli una svolta importante presentandomi Walter che aveva bisogno di un sito internet per promuovere eventi e serate. Nulla di meglio che una esperienza del genere per imparare nuove cose. Nel giro di un mese realizzai per Walter il sito con gallerie fotografiche e newsletter. Imparai la gestione delle immagini con GD e i problemi dell&#8217;autenticazione.</p>
<p>L&#8217;anno trascorse. Msn era sempre li, sempre acceso. Il mio portatile Ubuntu era sempre li come server locale a farmi studiare e fare da repository ai sorgenti che scrivevo. Un altro grande cambiamento era alle porte: Gmail, Adsense, MOU.</p>
<p>Avevo aperto gmail perché mi serviva un account google per utilizzarne i servizi, in particolare volevo provare Analytics. Dopo poco capii che gmail era diverso da tutto quello che avevo visto prima. Gmail era il punto di taglio con i vecchi client mail. Gmail per me infatti è stata la prima webmail che non mi ha fatto sentire l&#8217;esigenza di utilizzare outlook per leggere la posta. Risolvevo di colpo il problema di fare backup delle mail e di accedere ovunque alla mia posta.</p>
<p>Fu cosi che le mie tante caselle mail finirono tutte su gmail e che la mia password di gmail divenne piu forte. Col tempo avrei scoperto che google ha tante altre cose fantastiche da usare che fanno al caso mio, e di chiunque a dire il vero.</p>
<p>Quell&#8217;estate mio padre mi chiese la realizzazione di un sito, MagistratiOnorariUniti (MOU) che realizzai in un mesetto. Riciclai qualcosa dal codice scritto per Walter e scrissi da zero un forum (pazzo e inesperto che ero!) aggungendogli la parte social delle foto e dei profili con i messaggi privati tra gli utenti. Oggi quel sito ha migliaia di contatti giornalieri e introiti pubblicitari in grado di ripagare il servizio di hosting.</p>
<p>Si arriva a Natale. Quel natale 2 decisioni importanti sono state prese: clunk e il cambiare tesi di laurea. Le cose possono sembrare disconnesse, ma in realtà son collegate. C&#8217;entra anche Walter in questa storia, ma non spiegherò quì come e perchè. In ogni caso.. Quel Natale mi venne l&#8217;idea di Clunk e realizzai che la mia tesi era una cosa inutile, cioè, una cosa che sarebbe rimasta una speculazione fine a se stessa. Decisi allora di provare a cambiarla e ideai come soluzione la realizzazione di un social network, chiuso, per il mio corso di laurea. In una sera riprogettai la mia tesi tracciando le basi per la creazione di clunk. In sostanza incentrai il progetto della tesi e il progetto del social network che volevo realizzare su quello che volevo studiare per poi realizzare clunk. Scrissi allora a Viviana che accettò i miei cambiamenti.</p>
<p>Quello era l&#8217;anno degli eeePC. Era nato il concetto di Netbook e la Asus produsse il primo netbook da sette pollici. Inutile dire che lo comprai. Di corsa andai alla FNAC di torino e tornai a casa col mio eeePC. Dopo 2 ore avevo già ripiazzato l&#8217;eeePC al mio amico Benedetto (Benedetto è il nome)  che lo ricomprò al prezzo d&#8217;acquisto. Era frustante lavorare sul 7 pollici. Schermo infimo e risoluzione troppo bassa per navigare in internet. E poi tastiera troppo, troppo piccola per me. Dovetti attendere l&#8217;uscita del successore, l&#8217;eeePC da 9&#8243; per diventare possessore di un netbook. Ma anche il 9&#8243; pollici non durò parecchio pochè la tastiera mi stava stretta e la risoluzione non era ancora quello che volevo. Allora il buon Luca Maria acquistò il mio netbook permettendomi di acquistare il mio attuale eeePC da 10&#8243;. Quel pollice in più mi ha dato la risoluzione che cercavo, un touchpad migliore ed una tastiera quasi umana. Se riuscissi a venderlo però confesso che comprerei volentieri il 12&#8243; che è il miglior compromesso con tutto.</p>
<p>In 3 mesi, tra gennaio e marzo, realizzai il social network che è ancora attivo e utilizzato dai 200 iscritti del mio corso di studi (<a title="185° Corso Fierezza" href="http://www.185fierezza.it">www.185fierezza.it</a>). La tesi andò molto bene; descrissi nei vari capitoli le aree salienti della realizzazione del social network. A posteriori guardo con orrore il mio lavoro poichè oggi lo vedo molto immaturo. Ma in quel periodo ero molto contento di quanto avevo realizzato. Viviana era contenta di me ed io mi convinsi che era il caso di continuare a studiare.</p>
<p>Elaborai allora la teoria secondo la quale dovrei smettere di lavorare per potermi concentrare solo negli studi. Una utopia questa perchè se non lavoro non posso mantenermi negli studi, ne tutto il resto. Allora il comrpromesso è arrivato dopo un anno di pausa e catarsi dove ho maturato la decisione di reiscrivermi all&#8217;università.</p>
<p>La laurea arrivò. Questa volta la tesi riscosse molto piu successo ed ebbi il massimo dei voti (alla tesi). Insieme alla tesi arrivò anche il nuovo HTC Diamond. Il mio P3600 è stato archiviato e dopo qualche anno venduto poichè inutilizzato. Il diamond era fantastico. Piccolissimo e piu potente del p3600 e con il sirfstar3, il miglior chip gps del momento. In 2,8 Pollici c&#8217;erano 640&#215;480 pixel, il doppio del precedente. Un immensità. Una densità mai vista e poi il touch flo 3d che finalmente mi rendeva indipendente dall&#8217;interfaccia di windows mobile. L&#8217; HSDPA andava esattamente al doppio della velocità del predecessore. I 4Gb di ROM interna poi mi rendevano indipendente dalle micro sd.</p>
<p>Quell&#8217;estate Massimo inizio a collaborare con me a clunk. In realtà massimo all&#8217;epoca lavorò per me in quando volevo sviluppare clunk da solo e dare in outsourcing solo dei pezzi di progetto. A Massimo commissionai la chat ajax. Max, con cui avevo già collaborato in passato per Unionturismo (alla quale ha collaborato per la grafica anche Marco C., anche lui compagno del Liceo) e per un altro progetto di cui non ricordo il nome, ma i cui sorgenti sono ancora nella webroot del mio server locale di testing, fece la chat come da specifiche (parola che iniziai a utilizzare per interfacciarmi con lui). La chat la implementai nel mio social network di corso e al momento è ancora li che funzionicchia. Dopo poco mi convinsi che Massimo non doveva essere un dipendente ma un socio. In pompa magna andai a casa sia a Milano. Lui abita con suo fratello (Nicola, mio compagno di Classe al Liceo) e quel fine settimana oltre a fare bagordi con nicola feci a Massimo la proposta di diventare mio socio. Gli illustrai la versione del momento di clunk e lui accettò. Gli diedi accesso a quanto finora realizzato.</p>
<p>Capimmo allora di avere bisogno di strumenti di sviluppo seri. Iniziammo ad utilizzare SVN e entrai per la prima volta in contatto con le IDE. Finora avevo realizzato migliaia di righe di codice senza una IDE. Scrivevo i miei progetti utilizzando editor php qualunque. Oggi mi rendo conto di quanto tempo ho buttato via. A quel periodo risalgono quindi l&#8217;entrata nella mia vita di SVN e di Eclipse e Netbeans.</p>
<p>Un altra importante scossa la diede ancora Massimo suggerendomi e di fatto imponendomi l&#8217;utilizzo di ZendFramework. Io programmavo in maniera pessima. Scrivevo script, al massimo funzioni. Non sapevo cosa era la Programmazione orientata agli oggetti ne la Progettazione orienta agli oggeti. Non è che ero cosi ignorante, in quanto Viviana mi aveva dato da studiare java per la mia tesi (perchè nella tesi iniziale volevo creare un demone di sistema che faceva qualcosa che non ricordo di preciso). Avevo fatto quindi qualcosa in java, ma in realtà non avevo mai programmato nulla a oggetti e non avevo certo mai usato php a oggetti. Massimo portò tutto quello che avevo fatto io in Zend. Nella mia vita entrò MVC. Massimo provò a spiegarmelo. A me sembrò una figata. MVC rappresentava per la scrittura di codice quello che xhtml aveva rappresentatò per il web. Massimo era il mio Zeldman.Mi chiedeva specifiche e io gli davo indicazioni. Lui mi chiedeva direttive io chiedevo consigli. Clunk è rimasto arenato per molto tempo senza passi in avanti e la mia collaborazione con Massimo, a causa della mia impreparazione è finita in un nulla di fatto. Altri progetti hanno portato Massimo lontano da clunk. La mia prima esperienza di project manager è stata fallimentare purtroppo, ma non avevo le basi per poter gestire un progetto del genere.</p>
<p>Finita l&#8217;università mi trasferii a Padova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi i capitoli precedenti : <a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La genesi</a> e  <a title="Cellulare ed internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del cellulare e di internet</a></p>
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		<title>Avvento del Cellulare e di Internet</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 21:44:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo di essere così vecchio (25 anni, ancora per qualche giorno) ma ricordo, e sembra passata una eternità ai tempi delle superiori dove si iniziavano a vedere i primi &#8220;Cellulari&#8221;. Mattoni da mezzo chilo, che ci si trascinava appresso. A posteriori mi chiedo se serviva davvero. Ovviamente la risposta è no ma come rinunciare alla comodità di quel mattone rispetta alla già obsoleta cabina telefonica? Sembra passata una vita dall&#8217;ultima volta che ho fatto una chiamata da una cabina telefonica. Poi si sono diffusi gli sms. Sono rimasto indenne agli sms per qualche anno, prima di coglierne il potenziale.</p>
<p>Tutto è iniziato a causa della Vodafone, e del mio compagno di banco, Valentino. <span id="more-267"></span>Non ricordo bene perchè, o percome, ma Valentino mi regalo la sua sim Vodafone (il numero che ho ancora!) perchè la mia ragazza dei 17 anni aveva Vodafone e bisognava per forza messaggiarsi. All&#8217;epoca non sapevo che esisteva il t9 e come si utilizzasse. Ricordo che morivo dal ridere in classe a vedere Valentino che parlava con la prof di italiano (la D.) e contemporaneamente sotto banco mandava messaggi senza guardare cosa scriveva. Un vero prodigio per me a quei tempi. Su suggerimento di Valentino attivai una promozione che mi permetteva di inviare 100 sms verso Vodafone, al giorno. Al giorno. Non li avevo mandati in tutta la mia vita 100sms. Cosi, grazie a Valentino, alla mai fidanzatina e sopratutto a Vodafone iniziai a imparare ad usare e successivamente a diventare &#8220;addicted&#8221; agli sms. Gli anni successivi li passai felice vivendo serenamente l&#8217;evoluzione della tecnologia. Festeggiando l&#8217;avvento delle fotocamere nei cellulari con centinaia di foto che potevo condividere grazie all&#8217;avvento ed alla diffusione degli mms e grazie a Vodafone che mi aveva dato l&#8217;opportunità di abbonarmi ad una straordinaria offerta che mi permetteva di mandare mms con la stessa policy con cui mandavo sms. Straordinario, il mondo era mio!</p>
<p>Contemporaneamente all&#8217;avvento degli sms nella mia vita vi fu il primo computer portatile. Pesava 3kg e mezzo e la batteria durava un ora, forse 80 minuti. Era fantastico. Ero uno dei pochi ad avere il portatile all&#8217;epoca e potevo addirittura, utilizzando il cellulare collegarmi in gprs ad internet. La tecnologia era nelle mie mani. Mi pareva incredibile potersi connettere con un cellulare ad internet, quando internet era entrato nella mia vita solo due anni prima, con il modem 36k e il doppino telefonico</p>
<p>Dopo poco arrivò l&#8217;UMTS che cambiò tutto, di nuovo (sembra la pubblicità dell&#8217;apple). E l&#8217;UMTS, oltre a permettermi di andare piu veloce in internet aprì le porte alla videochiamata. Signori della Apple, sign. Steve Jobs..io ho scoperto la videochiamata 10 anni fa con il mio primo paccofonino dell 3. E&#8217; molto singolare che voi sosteniate di averla inventata voi quest&#8217;anno. In ogni caso la videochiamata durò poco nella mia vita poichè mi annoiai presto di vedere in faccia i miei interlocutori. Sentirli era abbastaza, e poi.. il mio portatile nuovo aveva la webcam e msn all&#8217;epoca supportava la videochiamata. Pure della cam di msn mi stancai presto. Non avevo bisogno di guardare la gente in faccia.. c&#8217;eran sempre gli sms.</p>
<p>Nello stesso periodo approdavo sul serio su internet. Facevo le mie prime esperienze di creazione siti. C&#8217;era front page e dreamweaver, l&#8217;ftp e gli hosting gratutiti. La mia mail era hotmail, ma anche tiscali, ma anche libero e supereva. Insomma&#8230;sperimentavo. E c&#8217;era html.it con le sue guide for dummies.</p>
<p>Deluso dall&#8217;esperienza con la 3 cercai altrove sollievo e acquistai il mio primo palmare. Grosso, voluminoso e pesante.. ma aveva l&#8217;antenna gps. In un colpo solo nella mia vita entrarono palmare e gps. Mancava di connettività mobili però. Aveva solo il wifi. Però in compenso avevo le mappe di tutta europa e la connessione wifi. Quello fu il mio primo incontro con il pennino! Col pennino  navigavo nel mio palmare, ma navigavo in tondo intorno ad una boa perchè c&#8217;era ben poco da fare e allora il mio palmare divenne il mio navigatore gps.</p>
<p>Dal punto di vista di internet ero msn addicted e avevo la teoria di dover essere raggiungibile in msn 24h/24. Di fatto il mio portatile era sempre acceso, msn sempre connesso. Avevo un progetto, mai realizzato a dire il vero, che consisteva nello scrivere un software che registrasse la frase di msn, lo stato. Ci tenevo molto al mio stato, alla frasina che mettevo sul mio msn. Avevo anche iniziato lo studio e avevo anche trovato i sorgenti in php per realizzare un client msn. La mia idea era di rendermi amico dell&#8217;account a cui era connesso il client php e di far fare al client logging delle frasine in modo da registrarle in un database. In ogni caso all&#8217;epoca non ero in grado di realizzare questo robo e tutto è andato in fumo. Avevo ovviato usando un file di testo dove manualmente annotavo le mie frasine quando le cambiavo, annotando anche data e ora del cambiamento di stato (ci tenevo davvero). Msn mi ha seguito per molti anni e pensavo fosse insostituibile. A volte scoprivo che qualcuno dei miei conoscenti non aveva msn e mi sembrava assurdo che nel terzo millennio ci fosse qualcuno che non lo avesse.</p>
<p>D&#8217;un tratto, per caso, scoprii l&#8217;esistenza dell&#8217;HTC P 3600. Mi sembrava incredibile. Un palmare, grosso come un telefono, con navigatore GPS integrato, connettività UMTS e wifi. Dopo poco lo ebbi e mi sembrava incredibile che cosi tanta tecnologia potesse stare nella mia mano. Persino internet era sempre accessibile. Internet ovunque sul cellulare, navigando dal cellulare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8230;vai al capitolo precedente : <a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La Genesi</a> o continua con il prossimo capitolo: <a href="http://www.barbax.it/2011/01/07/universita/#content">Università</a></p>
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		<title>Genesi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 21:42:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutto iniziò con un computer x86 con il monitor nero e verde che era nello studio di mio padre. Non credo di averlo mai usato. Ricordo il rumore della stampante ad aghi. Poco dopo arrivò il 386, il primo computer con cui io sia mai entrato in contatto. All&#8217;epoca si pensava che il computer era [...]]]></description>
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<p>Tutto iniziò con un computer x86 con il monitor nero e verde che era nello studio di mio padre. Non credo di averlo mai usato. Ricordo il rumore della stampante ad aghi.</p>
<p>Poco dopo arrivò il 386, il primo computer con cui io sia mai entrato in contatto. All&#8217;epoca si pensava che il computer era un qualcosa di sofisticato e scientifico. Mio padre lo usava per qualche programma di gestione clienti o forse gestione finanziaria.. io per i giochi di ms-dos. Ricordo prince of persia; non sono sicuro di averlo realmente finito. Per giocare dovevo imparare per forza qualche comando dos. Quello fu l&#8217;inizio della mia formazione: i giochi su dischetti. Ricordi confusi e poi il mio primo contatto con windows 95. Era ad un centro commerciale con mia madre. All&#8217;uscita c&#8217;erano delle promoter con uno stand e un computer&#8230; con uno schermo a colori (colori veri, non i grigiume visto fino allora). Non mi ci soffermai. Credo che era il periodo delle medie.</p>
<p>Arrivò a casa mia il Pentium 166Mhz. <span id="more-262"></span>Non ricordo come lo accolsi ma ricordo che iniziai ad usarlo. Non ricordo cosa facevo al pc, ma ci passavo una certa quantità di tempo. Ero affascinato e curioso, molto curioso. E&#8217; cosi che ho imparato windows, con la curiosità. I ricordi son confusi fino all&#8217;avvento del modem e di internet. Non ricordo perchè mio padre ci si abbonò, ma avevo internet! Dei miei conoscenti eravamo 3 o 4 ad averlo. Dei miei amici ero il solo. Non ricordo qual&#8217;era la policy di utilizzo di internet a casa mia. Son sicuro che però non potevo starci tanto perchè si pagava la telefonata per connettersi al provider. Tin.it è stato il mio provider. Mentre io crescevo la tecnologia avanzava e a casa mia rrivò il model 56K, il top della tecnologia per l&#8217;epoca. E con il 56K aumentò il tempo che potevo passare su internet. Inizialemtne passavo tanto tempo a cercare robe di musica, notizie di musica. L&#8217;esperienza di navigazione era abbastaza frustante. Le notizie erano poche e non c&#8217;era ancora, o forse non lo conoscevo io, Google. In compenso c&#8217;era C6. Ricordo, come un ricordo lontanissimo l&#8217;interfaccia arancione di C6 che usavo per &#8220;chattare&#8221; con due miei compagni di classe in 1^ e 2^ superiore. Con C6 ricordo le enciclopedie su CD-ROM, e l&#8217;avvento del CD-ROM ovviamente. I primi CD-ROM erano pesantissimi, molto piu densi di quelli attualmente in commercio. Insieme al CD ROM entrò nella mia vita, qualche anno prima, la Sound Blaster 16. Audio vero dal computer. Avevo a casa da molti anni 2 CD Audio Originali dei dire straits: Communique e Love Over Gold. Mio padre aveva comprato questo CD senza vere un lettore CD. Non mi spiego bene il perchè&#8230; però erano li a casa e con la Sound Blaster 16 e le casse del pc mio sembravano una cosa strordinaria. Non avevo mai ascoltato nulla del genere. Non so se avete presente quei due album. Ma non si possono dare in pasto a un 13enne due album del genere e pensare che ne esca indenne. Li ho ascoltati per ore entrando per la prima volta in contatto, in maniera consapevole, con l&#8217;effetto stereo (decisamente marcato in quei due album). E ora mentre scrivo non posso fare a meno di metterli di sottofondo, a palla, nonostante l&#8217;ora, provando gli stessi brividi di allora. Love over gold, ascoltatelo in cuffia (o a palla) e chiudete gli occhi. Ho i brividi io per voi.</p>
<p>Quegli anni trascorsero relativamente calmi creando le basi però di quanto ci sarebbe stato dopo.</p>
<p>&#8230;continua la lettura: <a title="Cellulare ed internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del cellulare e di internet</a></p>
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		<title>(La mia) storia della tecnologia  e dell’informatica</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 09:37:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle cose sulle quali rifletto spesso è il punto a cui è arrivata la tecnologia contemporanea. Ci penso davvero spesso e con stupore di bambino gioisco sorridendo soddisfatto del livello di tecnologia e informatizzazione che ha raggiunto la mia vita. Nel breve periodo pubblicherò la Storia della tecnologia, ovvero la mia versione dell&#8217;evoluzione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose sulle quali rifletto spesso è il punto a cui è arrivata la tecnologia contemporanea. Ci penso davvero spesso e con stupore di bambino gioisco sorridendo soddisfatto del livello di tecnologia e informatizzazione che ha raggiunto la mia vita. Nel breve periodo pubblicherò la Storia della tecnologia, ovvero la mia versione dell&#8217;evoluzione della tecnologia e dell&#8217;informatica. E&#8217; la mia visione della tecnologia che ci circonda e sebbene non sia seriamente la storia della tecnologia e dell&#8217;informatica è la storia di come la tecnologia e l&#8217;informatica siano entrati e siano parte della mia vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>EDIT:</p>
<p>Ecco qui la storia in capitoli:</p>
<p><a title="Genesi" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/genesi/#content">La Genesi</a></p>
<p><a title="Cellulare e internet" href="http://www.barbax.it/2011/01/06/cellulare-e-internet/#content">L&#8217;avvento del Cellulare e di internet</a></p>
<p><a title="Università" href="http://www.barbax.it/2011/01/07/universita/#content">L&#8217;Università</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cinema e Fellini</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:06:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Cinema mi è sempre piaciuto! Ma Fellini proprio non l&#8217;ho mai digerito. Luoghi comuni e ignoranza mi han fatto disprezzare per anni Fellini fino a quando per casualità mi son trovato a dover scrivere un breve saggio su Fellini. Ho iniziato controvoglia, e controvoglia ho iniziato a scrivere. Poi è venuta la fase in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cinema mi è sempre piaciuto! Ma Fellini proprio non l&#8217;ho mai digerito. Luoghi comuni e ignoranza mi han fatto disprezzare per anni Fellini fino a quando per casualità mi son trovato a dover scrivere un breve saggio su Fellini. Ho iniziato controvoglia, e controvoglia ho iniziato a scrivere. Poi è venuta la fase in cui leggevo saggi di altri, sperando di poter usare l&#8217;antica tecnica del copia incolla, senza successo. In tutto questo controvoglia però avevo già letto piu o meno vita morte e miracoli del buon Fellini ed il vecchio odio si è trasformato in curiosità.  Ho iniziato cosi a cercare di capire i suoi film e con sorpresa ho esclamato: Ca__o Fellini! Bello!Bravo!</p>
<p>A mia discolpa c&#8217;era l&#8217;occhio poco attento dell&#8217;inesperto e l&#8217;ignoranza del contesto e del Fellini personaggio. A posteriori sono contento di aver scritto questo breve saggio che mi ha permesso di apprezzare uno dei maestri della cinematografia Italiana.</p>
<p>Condivido qui a seguire, nei successivi post quel lavoro impreciso, affrettato e iniziato controvoglia. Siate benevoli nei miei confronti!</p>
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		<title>Acqua, Caffè e Vetro</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 19:20:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo parecchi anni Antonio Andrea mi ha riportato alla mente questa foto. E&#8217; stata fatta in occasione di un concorso fotografico a cui ho partecipato a nome suo. La cosa divertente è stato scrivere la descrizione che era obbligatoria per la partecipazione al concorso. Ecco quindi foto e descrizione: Questo studio è la scomposizione dell&#8217;azione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo parecchi anni Antonio Andrea mi ha riportato alla mente questa foto. E&#8217; stata fatta in occasione di un concorso fotografico a cui ho partecipato a nome suo. La cosa divertente è stato scrivere la descrizione che era obbligatoria per la partecipazione al concorso. Ecco quindi foto e descrizione:</p>
<p><a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2010/06/22756_316816653275_579098275_3382390_5090757_n.jpg" rel="lightbox[187]" title="Acqua,Caffè e Vetro"><img class="size-medium wp-image-186  alignright" title="Acqua,Caffè e Vetro" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2010/06/22756_316816653275_579098275_3382390_5090757_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<blockquote><p>Questo studio è la scomposizione dell&#8217;azione nelle sue componenti semplici: gli attimi. Come granata da mortaio l&#8217;acqua intrisa di caffè esce furente, quasi esplodendo, dalla moka e viene fissata dalla pellicola e resa immortale come statua di marmo e acciaio. La realtà, più che mai vera, nella quotidiana azione di fare il caffè, è qui rappresentata nella sua maestosa bellezza che viene colta<span id="more-187"></span> nell&#8217;istante in cui è più viva. La fuorisciuta del caffè assume in questa rappresentazione nuova dignità e passa da oggetto, ovvero fase attraverso la quale otteniamo il nostro scopo (bere il caffè), a soggetto come propria vita. Il soggetto astratto nel contesto vive una propria esperienza come se avesse una propria identità. Il risultato è una scultura apparentemente marmorea ma quasi di vetro soffiato che morbida e liscia pare galleggiare nell&#8217;aria che delicata la sorregge. Se ne percepisce la consistenza e il calore ma soprattutto la delicatezza dell&#8217;istante in cui la pellicola è impressionata. Lo studio nell&#8217;infinitesimo ci ha permesso di cogliere l&#8217;attimo in cui un&#8217;azione violenta (la forza dirompente dei vapori che spingono fuori dalla moka il caffè) diviene una delicata scultura di vetro soffiato. Schizzi di caffè, fluttuanti nell&#8217;aria testimoniano la violenza dell&#8217;azione eppure testimoniano la delicatezza dell&#8217;istante creando una dissonanza quasi come un&#8217;opera surrealista.&#8221;</p></blockquote>
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		<title>RPS grande successo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un pò di tempo che non scrivo e voglio riprendere proprio da dove ho lasciato:  RPS Ovh. Nel precedente post ho parlato del mio passaggio da hosting condiviso all&#8217;acquisto del servizio Real Private Server presso OVH.  Gli RPS vengono visti con troppa diffidenza. Io credo che si debba guardare con diffidenza chi si fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da un pò di tempo che non scrivo e voglio riprendere proprio da dove ho lasciato:  RPS Ovh. Nel <a href="http://www.barbax.it/2009/12/20/vps-no-grazie-rps/#content">precedente post</a> ho parlato del mio passaggio da hosting condiviso all&#8217;acquisto del servizio Real Private Server presso OVH.  Gli RPS vengono visti con troppa diffidenza. Io credo che si debba guardare con diffidenza chi si fa pagare 40/60€ all&#8217;anno per il solo servizio di hosting quando per 120€ si ha la possibilità di avere un server tutto per se. Discutendo di questo con il mio precedente provider lui sosteneva che un RPS mai avrebbe potuto eguagliare la potenza dei suoi server. Tuttavia dopo 4 mesi di uptime ininterrotto e prestazioni superiori a quanto provato in precedenza sono felice di essere passato ad un RPS. Io non sono un sistemista ma un &#8220;amatore&#8221; sistemista e ho deciso per questo primo server di adottare una configurazione all inclusive già configurata basta su gentoo.<span id="more-165"></span>Ecco.. come primo server va bene gentoo che però risulta limitante se si vogliono mettere in pratica pratiche  particolari o &#8220;esotiche&#8221;. Al momento non sono riuscito a configurare il server per utilizzarlo come repository svn nè come server vpn. Prossimamente le sperimentazioni in tal senso continueranno e in caso di successo&#8230; scriverò un tutorial.</p>
<p>Tirando le somme&#8230; Se ti sta stretto l&#8217;hosting del tuo provider&#8230; o anche solo se hai più di due siti e vuoi risparmiare&#8230; passa ad un RPS e non ne rimarrai deluso!</p>
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		<title>VPS ? No grazie: RPS a 10€ al mese</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 12:31:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server. Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server.</p>
<p>Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il computer e il gioco è fatto.</p>
<p><div id="attachment_95" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-95 " title="rps_how[1]" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/12/rps_how1.jpg" alt="Funzionamento di RPS" width="400" height="100" /><p class="wp-caption-text">Funzionamento di RPS</p></div><span id="more-92"></span>Con poco piu di 11 euro al mese si può avere uno di questi giocattolini da gestire in completa autonomia. Dal pannello si può scegliere di riformattare la macchina e di installarci una delle tante distribuzioni disponibili. Tramite shell remota si può fare qualunque osa sulla macchina che viene fornita tralaltro già pronta e configurata. Circa un ora dopo che ho effettuato il pagamento mi è arrivata una mail con le credenziali per accedere al mio server ed iniziare a provarlo.  Dopo qualche piccolo ritocco ad apache e al server mysql il server è già pronto per lavorare degnamente!</p>
<p>Potrebbe essere la svolta che segna l&#8217;inizio del personal providing in cui ogn&#8217;uno è provider di se stesso. Ovviamente configurando adeguatamente i Vhost si possono facilmente ospitare diversi siti. Se si ospitano dai 2 siti web in sù, la soluzione del RPS è anche piu conveniente del classico hosting.</p>
<p>Un altro vantaggio di utilizzare RPS è a mio avviso la virtualizzazione dello storage. Se si decidesse di passare ad un server superiore, o anche inferiore, sarebbe necessario semplicemente connettere lo storage ad un nuovo server, senza perdere niente. Inoltre OVH prevede questa possibilità ed è in grado di farlo in maniera completamente trasparente.</p>
<p>Una soluzione del genere è ovviamente da prendere con le pinze.  Non è pensabile utilizzare intensamente un RPS soprattutto di fascia bassa senza pensare di risentirne sulle prestazioni. E&#8217; bene considerare l&#8217;RPS come un VPS di fascia bassa (per le versioni base di RPS).  Al momento il mio RPS ospita 4 siti con WordPress. Prossimamente testerò l&#8217;utilizzo dell&#8217;RPS per ospitare un portale scritto da me in PHP e un Forum in phpBB.  Se invece si vuole gestire in proprio l&#8217;hosting dei propri siti, avere un server dove fare esperimenti e test&#8230;bhe.. allora RPS è la soluzione ideale!</p>
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