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	<title>Barbax Studios &#187; admin</title>
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	<description>web design &#38; modern development &#124;&#124; Social Networking experiments</description>
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		<title>Acqua, Caffè e Vetro</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 19:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo parecchi anni Antonio Andrea mi ha riportato alla mente questa foto. E&#8217; stata fatta in occasione di un concorso fotografico a cui ho partecipato a nome suo. La cosa divertente è stato scrivere la descrizione che era obbligatoria per la partecipazione al concorso. Ecco quindi foto e descrizione:

Questo studio è la scomposizione dell&#8217;azione nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo parecchi anni Antonio Andrea mi ha riportato alla mente questa foto. E&#8217; stata fatta in occasione di un concorso fotografico a cui ho partecipato a nome suo. La cosa divertente è stato scrivere la descrizione che era obbligatoria per la partecipazione al concorso. Ecco quindi foto e descrizione:</p>
<p><a href="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2010/06/22756_316816653275_579098275_3382390_5090757_n.jpg" rel="lightbox[187]" title="Acqua,Caffè e Vetro"><img class="size-medium wp-image-186  alignright" title="Acqua,Caffè e Vetro" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2010/06/22756_316816653275_579098275_3382390_5090757_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<blockquote><p>Questo studio è la scomposizione dell&#8217;azione nelle sue componenti semplici: gli attimi. Come granata da mortaio l&#8217;acqua intrisa di caffè esce furente, quasi esplodendo, dalla moka e viene fissata dalla pellicola e resa immortale come statua di marmo e acciaio. La realtà, più che mai vera, nella quotidiana azione di fare il caffè, è qui rappresentata nella sua maestosa bellezza che viene colta<span id="more-187"></span> nell&#8217;istante in cui è più viva. La fuorisciuta del caffè assume in questa rappresentazione nuova dignità e passa da oggetto, ovvero fase attraverso la quale otteniamo il nostro scopo (bere il caffè), a soggetto come propria vita. Il soggetto astratto nel contesto vive una propria esperienza come se avesse una propria identità. Il risultato è una scultura apparentemente marmorea ma quasi di vetro soffiato che morbida e liscia pare galleggiare nell&#8217;aria che delicata la sorregge. Se ne percepisce la consistenza e il calore ma soprattutto la delicatezza dell&#8217;istante in cui la pellicola è impressionata. Lo studio nell&#8217;infinitesimo ci ha permesso di cogliere l&#8217;attimo in cui un&#8217;azione violenta (la forza dirompente dei vapori che spingono fuori dalla moka il caffè) diviene una delicata scultura di vetro soffiato. Schizzi di caffè, fluttuanti nell&#8217;aria testimoniano la violenza dell&#8217;azione eppure testimoniano la delicatezza dell&#8217;istante creando una dissonanza quasi come un&#8217;opera surrealista.&#8221;</p></blockquote>
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		<title>RPS grande successo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un pò di tempo che non scrivo e voglio riprendere proprio da dove ho lasciato:  RPS Ovh. Nel precedente post ho parlato del mio passaggio da hosting condiviso all&#8217;acquisto del servizio Real Private Server presso OVH.  Gli RPS vengono visti con troppa diffidenza. Io credo che si debba guardare con diffidenza chi si fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da un pò di tempo che non scrivo e voglio riprendere proprio da dove ho lasciato:  RPS Ovh. Nel <a href="http://www.barbax.it/2009/12/20/vps-no-grazie-rps/#content">precedente post</a> ho parlato del mio passaggio da hosting condiviso all&#8217;acquisto del servizio Real Private Server presso OVH.  Gli RPS vengono visti con troppa diffidenza. Io credo che si debba guardare con diffidenza chi si fa pagare 40/60€ all&#8217;anno per il solo servizio di hosting quando per 120€ si ha la possibilità di avere un server tutto per se. Discutendo di questo con il mio precedente provider lui sosteneva che un RPS mai avrebbe potuto eguagliare la potenza dei suoi server. Tuttavia dopo 4 mesi di uptime ininterrotto e prestazioni superiori a quanto provato in precedenza sono felice di essere passato ad un RPS. Io non sono un sistemista ma un &#8220;amatore&#8221; sistemista e ho deciso per questo primo server di adottare una configurazione all inclusive già configurata basta su gentoo.<span id="more-165"></span>Ecco.. come primo server va bene gentoo che però risulta limitante se si vogliono mettere in pratica pratiche  particolari o &#8220;esotiche&#8221;. Al momento non sono riuscito a configurare il server per utilizzarlo come repository svn nè come server vpn. Prossimamente le sperimentazioni in tal senso continueranno e in caso di successo&#8230; scriverò un tutorial.</p>
<p>Tirando le somme&#8230; Se ti sta stretto l&#8217;hosting del tuo provider&#8230; o anche solo se hai più di due siti e vuoi risparmiare&#8230; passa ad un RPS e non ne rimarrai deluso!</p>
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		<title>VPS ? No grazie: RPS a 10€ al mese</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 12:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server.
Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il computer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girando per il sito di OVH  in cerca di hosting mi sono inbattuto in una cosa mai vista prima: il Real Private Server.</p>
<p>Prendete la scheda madre di un netbook, metteteci un pò di ram, create un interfaccia alla SAN (Storage Area Network), create un pannello amministrativo che ti permetta di gestire da remoto il computer e il gioco è fatto.</p>
<p><div id="attachment_95" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-95 " title="rps_how[1]" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/12/rps_how1.jpg" alt="Funzionamento di RPS" width="400" height="100" /><p class="wp-caption-text">Funzionamento di RPS</p></div><span id="more-92"></span>Con poco piu di 11 euro al mese si può avere uno di questi giocattolini da gestire in completa autonomia. Dal pannello si può scegliere di riformattare la macchina e di installarci una delle tante distribuzioni disponibili. Tramite shell remota si può fare qualunque osa sulla macchina che viene fornita tralaltro già pronta e configurata. Circa un ora dopo che ho effettuato il pagamento mi è arrivata una mail con le credenziali per accedere al mio server ed iniziare a provarlo.  Dopo qualche piccolo ritocco ad apache e al server mysql il server è già pronto per lavorare degnamente!</p>
<p>Potrebbe essere la svolta che segna l&#8217;inizio del personal providing in cui ogn&#8217;uno è provider di se stesso. Ovviamente configurando adeguatamente i Vhost si possono facilmente ospitare diversi siti. Se si ospitano dai 2 siti web in sù, la soluzione del RPS è anche piu conveniente del classico hosting.</p>
<p>Un altro vantaggio di utilizzare RPS è a mio avviso la virtualizzazione dello storage. Se si decidesse di passare ad un server superiore, o anche inferiore, sarebbe necessario semplicemente connettere lo storage ad un nuovo server, senza perdere niente. Inoltre OVH prevede questa possibilità ed è in grado di farlo in maniera completamente trasparente.</p>
<p>Una soluzione del genere è ovviamente da prendere con le pinze.  Non è pensabile utilizzare intensamente un RPS soprattutto di fascia bassa senza pensare di risentirne sulle prestazioni. E&#8217; bene considerare l&#8217;RPS come un VPS di fascia bassa (per le versioni base di RPS).  Al momento il mio RPS ospita 4 siti con Wordpress. Prossimamente testerò l&#8217;utilizzo dell&#8217;RPS per ospitare un portale scritto da me in PHP e un Forum in phpBB.  Se invece si vuole gestire in proprio l&#8217;hosting dei propri siti, avere un server dove fare esperimenti e test&#8230;bhe.. allora RPS è la soluzione ideale!</p>
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		<title>Goosync = PPC sincronizzato con contatti Gmail e Google Calendar</title>
		<link>http://www.barbax.it/2009/07/28/goosync-ppc-sincronizzato-con-contatti-gmail-e-google-calendar/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi come me è ossessionato dalla sincronizzazione dei dispositivi ovvero dalla possibilità di accedere alle proprie informazioni in ogni punto della terra, indipendentemente dal media di accesso, presento oggi GooSync.
Questo sito web  fa da gateway tra l&#8217;account google e quasi tutti i dispositivi mobili esistenti e fornisce un programma eseguibile da installare sul dispositivo mobile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="GooSync" src="https://www.goosync.com/images/goosync_logo.jpg" alt="" width="256" height="73" />Per chi come me è ossessionato dalla sincronizzazione dei dispositivi ovvero dalla possibilità di accedere alle proprie informazioni in ogni punto della terra, indipendentemente dal media di accesso, presento oggi <a href="http://www.goosync.com/" target="_blank">GooSync</a>.</p>
<p>Questo sito web  fa da gateway tra l&#8217;account google e quasi tutti i dispositivi mobili esistenti e fornisce un programma eseguibile da installare sul dispositivo mobile che permette la sincronizzazione con i servizi della casa di Mountain View.</p>
<p>Il servizio offerto è gratuito o a pagamento.  Gratuitamente si può utilizzare la sincronizzazione del Calendar.  Veloce, funzionale, affidabile!</p>
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		<title>Teoria esponenziale del sapere &#8211;bozza</title>
		<link>http://www.barbax.it/2009/07/22/teoria-esponenziale-del-sapere-bozza/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 13:41:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro amico, oggi voglio mettere per iscritto, prima che il tempo cancelli la lucidità che ho ora, qualche scioicchezza al riguardo della cultura. Perdonami se ti parlo delle mie esperienze ma ritengo necessario  farti capire come, attraverso quale percorso sono arrivato alla consapevolezza che ho ora:
Tanti anni fa, quand&#8217;ero ancora al liceo seguii un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-73" title="Exponentiale" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/07/Exponentials-265x300.png" alt="Exponentiale" width="265" height="300" />Caro amico, oggi voglio mettere per iscritto, prima che il tempo cancelli la lucidità che ho ora, qualche scioicchezza al riguardo della cultura. Perdonami se ti parlo delle mie esperienze ma ritengo necessario  farti capire come, attraverso quale percorso sono arrivato alla consapevolezza che ho ora:<br />
Tanti anni fa,<span id="more-70"></span> quand&#8217;ero ancora al liceo seguii un consiglio letterario che Piero Angela diede nella rubrica al termine di Super	Quark e comprai un libro: Impossibilità di John D. Barrow(sottotitolato: I limiti della scienza e la scienza dei limiti). Leggendo questo libro per la prima volta (in maniera cosciente) ho affrontato una riflessione sulla conoscenza, sulla sua essenza, sul suo significato. Lo spunto è venuto quando l&#8217;autore parlava del fatto che le teorie scientifiche col tempo si vanno unificando. Banalizzando possiamo dire che col tempo troviamo nuove formule che includono al loro interno tante formule piu semplici. Possiamo dire che col tempo scopriamo il nesso che c&#8217;è tra i diversi fenomeni e siamo in grado di descrivere fenomeni che fin ad ora abbiam considerato diversi con leggi uniche. Pensa all&#8217;elettromagnetismo e a quello che hanno rappresentato le equazioni di Maxwell. Ecco dunque che sorridendo pensai a come la scienza cerca LA formula, ovvero l&#8217;equazione che da sola sia in grado di rappresentare tutto. Molto affascinante.</p>
<p>Una volta Vito, il mio professore di Automatica, a lezione disse una cosa molto bella. Quando la disse avrei voluto alzarmi e sstringergli la mano perchè pensava esattamente quello che pensavo io. Ecco Vito parlava di come gli piacesse trovare nessi tra le varie scienze, trovare dei comportamenti che si ripetessero. In sostanza parlava del fatto che per lui talvolta studiando psicologia si trovava a leggere concetti già affrontati, da una diversa prospettiva in altre discipline, come ad esempio la matematica. Ecco, in quel momento il mio stato d&#8217;animo era rasente la commozione per le parole di Vito. Stimo molto Vito.</p>
<p>In quel periodo ero molto addentrato nello studio dei lingiaggi di programmazione ed il  mio motto era “astrazione, unica via”.  Mi piace programmare. Programmare ti permette di astrarre. E quanto più riesci ad astrarre, tanto più il codice è bello, sintetico, elegante. Programmare mi ha sempre rilassato.</p>
<p>Ecco dunque che in quel periodo elaborai la teoria esponenziale della conoscenza. Io sostenevo (e tuttora ne son convinto) che la conoscenza non è linearmente collegata al sapere (definendo la conoscenza come conoscenza e comprensione del mondo e degli eventi che ci circondano ed il sapere come quantità di informazioni possedute). A mio avviso la conoscenza di una persona cresce in maniera esponenziale rispetto al sapere. Avevo coniato il motto. Quanto più sai, più sai. Ecco tutto, molto semplice. Quello che sostengo è che all&#8217;aumentare del sapere aumenta la visione che si ha dei fenomeni che ci sono attorno. Quanto più la visione è ampia, tanto più siamo in gradi di comprendere. Quanto più siamo in grado di astrarre, tanto più capiamo il mondo e ciò che avviene intorno a noi. Astrarre un concetto di una disciplina e vedere che tale astrazione è uguale a quella ottenuta con un concetto apparentemente diverso di un altra disciplina. Non parlo di concetti simili, almeno non per forza. Quello di cui ti parlo è la similitudine nell&#8217;astrazione. E quanto più sai puù puoi astrarre e quindi più sai. I sostanza quello che dico è che il “Giuoco delle perle di vetro” esiste e meglio sai giocarci, più sai.</p>
<p>In realtà non basta sapere&#8230; un requisito essenziale è la capacità di astrarre. Ci son innumerevoli persone che sanno, ma non sanno. Sapere sennza collegareè un esercizio sterile e faticoso. Sapere, collegando è sapere di più &#8230;TBC</p>
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		<title>teuliex.it un nuovo social network per gli ex allievi della teuliè</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 19:39:31 +0000</pubDate>
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E&#8217; Antico il mio progetto di creare per gli ex allievi della teuliè uno spazio nuovo, facile,web 2.0, pratico e soprattutto utile. Son ormai 2 anni che ce l&#8217;ho in mente. Oggi il primo passo è stato compiuto. Ho comprato il dominio, cosi da evitare eventuali speculazioni&#8230; poi&#8230; quando il portale sarà completo lo regalerò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_57" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-57" title="stemma Teuliè" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/07/stemma.jpg" alt="teuliè" width="150" height="195" /></dt>
</dl>
</div>
<p>E&#8217; Antico il mio progetto di creare per gli ex allievi della teuliè uno spazio nuovo, facile,web 2.0, pratico e soprattutto utile. Son ormai 2 anni che ce l&#8217;ho in mente. Oggi il primo passo è stato compiuto. Ho comprato il dominio, cosi da evitare eventuali speculazioni&#8230; poi&#8230; quando il portale sarà completo lo regalerò all&#8217;associazione. Ignoro i tempi di produzione. Teuliex è un progetto lungo, mo sopratutto è di minore importanza rispetto a clunk.  Una volta finito con cluk però prometto&#8230;teuliex è il prossimo progetto. W la teuliè, W il PerreroII</p>
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		<title>Cifra e Decifra facile!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 20:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando nel lontano 2005 iniziai a studiare per produrre la tesi di laurea incappai in un argomento estermamente interessante: la crittografia! Fu allora che pensai di sviluppare in php un piccolo tool che permettesse la facile cifratura/decifratura di testi. Ed ecco che ai primordi della mia esperienza con php sviluppai questo!
Abbiate pietà per la grafica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel lontano 2005 iniziai a studiare per produrre la tesi di laurea incappai in un argomento estermamente interessante: la crittografia! Fu allora che pensai di sviluppare in php un piccolo tool che permettesse la facile cifratura/decifratura di testi. Ed ecco che ai primordi della mia esperienza con php sviluppai <a title="Tool di cifratura/decifratura" href="http://www.barbax.it/tools/3des.php" target="_self">questo</a>!</p>
<p>Abbiate pietà per la grafica primordiale ma l&#8217;essenziale è invisibile agli occhi <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Enjoy</p>
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		<title>Clunk, step 1 ancora: Migrazione su Zend</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 21:01:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea del framework era giusta&#8230; un framework è proprio quello che ci vuole! Una piattaforma dalla quale patire con lo sviluppo solido ed organico di una applicazione complessa come un social network. Il framwork che ho finito due settimane fà non è stato rimandato a settembre. Non bocciato ma non ha pasato completamente l&#8217;esame. Mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-50" title="anteprima" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/04/anteprima.jpg" alt="anteprima" width="150" height="123" />L&#8217;idea del framework era giusta&#8230; un framework è proprio quello che ci vuole! Una piattaforma dalla quale patire con lo sviluppo solido ed organico di una applicazione complessa come un social network. Il framwork che ho finito due settimane fà non è stato rimandato a settembre. Non bocciato ma non ha pasato completamente l&#8217;esame. Mentre max si prendeva la certificazine Zend&#8230; io lo sviluppavo. Il buon Max, dopo averlo visto mi ha subito corretto gli svarioni e dopo aver implementato una carinissima funzione js che gli avevo chiesto di valutare zend framework. La formazione mia e di Max è completamente diversa, abbiamo approcci spesso diversi ai problemi, però dove serve la visione è una sola. Lo zend framework è una vera figata. Funziona, è scalabile e sopratutto ci costringe ad applica MVC (Model View Controller). Questo pattern è quanto cercavo di implementare con strumenti grezzi e che l&#8217;esperienza di Max ha raffinato con l&#8217;attuale versione di clunk. Siamo ancora a Clunk 0.1 ma questa volta completamente su piattaforma zend e con perfetta applicazien del MVC. Max, bravo!</p>
<p>Max ha quasi completato il porting mentre io mi esercito all&#8217;utilizzo di questo framework che fino a 3 giorni fa era per me uno sconosciuto e che oggi mi sembra uno strumento essenziale senza il quale nemmeno si puo programmare. Il pattern MVC è per clunk un pò come per le pagine web il passaggio da HTML a Xhtml&#8230; una vera rivoluzione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Clunk, step 1: FRAMEWORK</title>
		<link>http://www.barbax.it/2009/02/24/clunk-step-1-framework/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 22:06:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia e il punto della situazione di clunk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio con questo articolo a documentare lo sviluppo di clunk:</p>
<p><img class="size-medium wp-image-39 alignleft" title="logo_clunk" src="http://www.barbax.it/wp-content/uploads/2009/02/logo_clunk-300x112.jpg" alt="waiting clunk" width="300" height="112" /></p>
<p> </p>
<p>Clunk, il mio social network è nato nel lontanissimo natale del 2007 quando stavo lavorando ad un portale di serate per il mio amico <a title="Walter Caputo" href="http://www.waltercaputo.it" target="_blank">Walter Caputo</a>. In quel natale ero ancora agli inizi dei miei studi di designer e sviluppatore php però avevo già chiara una cosa&#8230; il web 2.0. Riflettendo e progettando il portale per Walter è nato clunk. Poi in realtà a walter e alla sua agenzia ho fatto un altro sito per pubblicare le serate e gli eventi (<a href="http://www.1nf.it" target="_blank">vedilo qui</a>). Intanto clunk andava avanti in background.<span id="more-38"></span>Ho iniziato dal database. Grazie a VIVIANA (:)grazieeeee)  i database mi son da subito piaciuti. Lei meli ha fatti studiare un pochetto e col tempo ho imparato a progettarli piu o meno come si deve. Il progetto del DB  di clunk è a dir poco emozionante. Come sempre ho utilizzato il classico ER per la modellazione ed è talmente bello che quel progetto li è il quadro che c&#8217;è appeso di fronte a me in quasto momento di fronte la mia scrivania. Sentimentalismi a parte, è un bel lavoro.</p>
<p>Dopo il database ho pensato di iniziare a lavorare allo scripting, al sowtware vero e proprio..però da subito mi son trovato male. Insoddisfatto è la parola giusta. Quello che scrivevo non mi smbrava maturo. Infatti,  dandomi a giustificazione scuse sempre piu o meno plausibili ho postadato (di due anni <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) la scrittura vera e propria del software. In dua anni ho acquisito la giusta esperienza per affrontare un progetto del genenere con l&#8217;adeguata maturità. Un pò di ingegneria del software, qualche pattern e soprattutto un partner <img src='http://www.barbax.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  (<a href="http://www.maintux.wordpress.com" target="_blank">Maintux</a>) hanno finalmente dato origine all&#8217;attuale edizione del progetto.</p>
<p>Ciò che è cambiato è sopratutto l&#8217;approcio. Le esperienze lavorative precedenti mi avevano fossilizzato sulla creazione dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system" target="_blank">CMS</a>.  Del resto la mia <a href="http://www.185fierezza.it" target="_blank">tesi di laurea</a> è stata sviluppata con questa mentalità. Quello che ci voleva era una riflessione profonda che fortunatamente è arrivata. Quello che ci voleva, per convincermi a iniziare era l&#8217;idea di creare un framework. Una bella cornice di sw leggero con tutte le funzioni necessarie:riconoscere gli utenti, comunicare con loro.  Questo è quanto c&#8217;è attualmente: la cornice.  Una finestra di terminale che affaccia sul framework. La versione attuale è in grado di fare log on e log off, tenere traccia dell&#8217;utente nel tempo, di mandare all&#8217;utente messaggi. PHP,MYSQL,AJAX, pochi kb di software alla base di tutto.  </p>
<p>welcome in clunk beta 0.01</p>
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		<title>carolinabonafede</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 18:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[vi presento carolinabonafede: il mio ultimo lavoro!
Carolina è un amica ed una psicologa di successo impegnata nella politica professionale e nel dispositivo dello psicodramma. Il portale è interessantissimo grazie ai contenuti di primo piano che Carolina posta. Prossimamente ci saranno i suoi saggi e i suoi articoli. Insomma è da aggiungere al blogroll!
REALIZZAZIONE:

L&#8217;ultimo wordpress, un tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vi presento <a href="http://www.carolinabonafede.it" target="_blank">carolinabonafede</a>: il mio ultimo lavoro!</p>
<p>Carolina è un amica ed una psicologa di successo impegnata nella politica professionale e nel dispositivo dello psicodramma. Il portale è interessantissimo grazie ai contenuti di primo piano che Carolina posta. Prossimamente ci saranno i suoi saggi e i suoi articoli. Insomma è da aggiungere al blogroll!</p>
<p>REALIZZAZIONE:</p>
<p><span id="more-34"></span></p>
<p>L&#8217;ultimo wordpress, un tema ben fatto&#8230; qualche modifica alla grafica e qualcuna alla struttura e il sito è fatto. Difficoltà nulle. La maggioranza del tempo è stata impiegata ad attendere il NIC che ci attivasse il dominio.</p>
<p>Dopo soli 2 gg siam stati indicizzati da google, in prima pagina, grazie anche al plugin <a title="Visita la homepage del plugin" href="http://www.arnebrachhold.de/redir/sitemap-home/">&#8220;Google XML Sitemaps&#8221;</a>  che consiglio caldamente&#8230; non male davvero!</p>
<p>In bocca al lupo Carolina per il tuo nuovo sito!</p>
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