Dopo parecchi anni Antonio Andrea mi ha riportato alla mente questa foto. E’ stata fatta in occasione di un concorso fotografico a cui ho partecipato a nome suo. La cosa divertente è stato scrivere la descrizione che era obbligatoria per la partecipazione al concorso. Ecco quindi foto e descrizione:
Questo studio è la scomposizione dell’azione nelle sue componenti semplici: gli attimi. Come granata da mortaio l’acqua intrisa di caffè esce furente, quasi esplodendo, dalla moka e viene fissata dalla pellicola e resa immortale come statua di marmo e acciaio. La realtà , più che mai vera, nella quotidiana azione di fare il caffè, è qui rappresentata nella sua maestosa bellezza che viene colta nell’istante in cui è più viva. La fuorisciuta del caffè assume in questa rappresentazione nuova dignità e passa da oggetto, ovvero fase attraverso la quale otteniamo il nostro scopo (bere il caffè), a soggetto come propria vita. Il soggetto astratto nel contesto vive una propria esperienza come se avesse una propria identità . Il risultato è una scultura apparentemente marmorea ma quasi di vetro soffiato che morbida e liscia pare galleggiare nell’aria che delicata la sorregge. Se ne percepisce la consistenza e il calore ma soprattutto la delicatezza dell’istante in cui la pellicola è impressionata. Lo studio nell’infinitesimo ci ha permesso di cogliere l’attimo in cui un’azione violenta (la forza dirompente dei vapori che spingono fuori dalla moka il caffè) diviene una delicata scultura di vetro soffiato. Schizzi di caffè, fluttuanti nell’aria testimoniano la violenza dell’azione eppure testimoniano la delicatezza dell’istante creando una dissonanza quasi come un’opera surrealista.”



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