Il bar dello sport

Caro amico, dopo mesi di assenza mi faccio sentire di nuovo e ti scrivo. Ti chiedo scusa della mia lunga assenza ma, come sai, gli impegni, il lavoro, il divertimento hanno tenuto lontana la penna dal foglio. Questa volta ti scrivo (e bada che non scrivo solo a te) per parlarti di qualcosa che mi turba, che mi strugge. Voglio  parlarti del bar dello sport.

Vedi, il bar dello sport è un etichetta che io, come ben sai, attribuisco a tutte le cose leggere. Nella mia fantasia il bar dello sport è un luogo dove si parla di banalità, di tutto e di niente o superficialmente di qualcosa in particolare. In un qualunque bar dello sport puoi parlare di motori, di donne, di calcio e di qualunque leggerezza tu abbia voglia. Ti chiederai, conoscendomi, cosa mi strugge e la risposta è semplice. Al bar dello sport si parla di politica. Politica! La politica è cosa seria e non sene dovrebbe parlare a cuor leggero. Oggi il nostro paese è un grande bar dello sport (almeno questo è il mio percepire). Si parla e si dicono banalità sempre e comunque. Del resto, il telegiornale parla dei tronisti…come potrebbe essere diversamente? Le parole passano, quello che scrivi no . Perdonami quindi se ti scrivo di questo ma lo faccio perché voglio che rimanga traccia, in me e in te che leggi, di quello che penso, del mio stato d’animo delle mie credenze. Margherita mi ha insegnato anche a stare zitto e mi ha insegnato ad ascoltare. Al bar Italia si parla di politica, ed io ascolto attento, interrogandomi su ciò che viene detto,  ponendomi domande  cercando delle risposte. Al bar tra un caffé e l’altro si parlava di Beppe Grillo, si, il comico Genovese. Si parlava della sua influenza mediatica . A me subito è venuto in mente il mito della caverna, ricordi Platone vero? Bhe al bancone si parlava di Grillo come di colui che ci libera dalle catene e ci fa uscire dal mondo delle ombre, come di colui che, libero a sua volta, fosse tornato indietro col suo verbo a convincere gli altri della bellezza della libertà, incappando nell’ira di chi vuole vivere nel mondo delle ombre. Grillo è quindi colui che si propone come guida al mondo vero. Pillola rossa o pillola blue? Ribrezzo. Credo sia facile sobillare un animo in tumulto, disgustato dalla sua posizione. Ritengo, caro amico, che noi uomini siamo macchine imperfette, mai paghi di ciò che abbiamo. Io non contesto Grillo, amico mio, ma contesto chi lo eleva a rango superiore di semidio, di guida. A me piace Grillo, fa ridere(seppure non ti nascondo che rido allo stesso modo con Silvio). Grillo è riuscito, col suo apparato e la sua compagine (la redazione) a creare una immagine di se quale indagatore e giornalista. Oramai al bar Italia Grillo è il verbo. Non ci sarebbe nulla di male in questo se la Gente prendesse da una parte ciò che Grillo dice e ne traesse dei pensieri propri. Invece no. Al bar Italia sembra di ascoltare tanti Grilli, ognuno preparato su un argomento diverso che malparlano della nostra condizione di incatenati al muro delle ombre. Ognuno di questi Grilli si sente libero e pensa di scorrazzare per il mondo reale insultando chiunque non scorrazzi con loro. Io non entro nel merito, amico caro, degli argomenti di queste persone, perché non parlo di ciò che non so. Però non immagini la sofferenza ad essere insultato da chi si sente libero perché vede le ombre di un altro muro, diverso dal suo. Che centra la politica con Grillo, ti chiederai. Il problema è questo. Grillo è un comico che urla. Cavalca l’onda, scende in piazza e acquista popolarità. Riempie teatri, vende biglietti. Fa il suo lavoro. Dov’è il problema, la malattia di Grillo. Grillo deve far satira, non potrebbe fare altrimenti. Grillo critica, dice cose giuste ma ovvie. Non ci vuole Grillo per dire che la nostra classe politica è ridicola, non ci vuole Grillo per criticare. Io, amico mio, forse ho troppa fiducia nelle persone e credo che ognuno dovrebbe essere in grado di essere critico senza dovere ricorrere ad idee preconfezionate. Ora ti prego di non credere che io neghi ciò che Grillo dice. Ti ho gia detto che non entro nel merito anche perché dire ovvietà è un modo per non sbagliare e Grillo non sbaglia. Prendere in Giro Prodi è come sparare sulla croce rossa, non capisco dove sia l’innovazione, la brillantezza del Pagliaccio. Lo sa l’Europa intera che l’Italia ha bisogno di rinnovamento…pensa caro amico che il nostro presidente ha 81 anni. Come possiamo pensare che l’Italia rinnovi?  Ci vuole Grillo che che ci dica che la sanità non funziona? No, non ci vuole Grillo. Ma va bene cosi, Grillo stesso fa parte del sistema dal momento in cui le sue critiche sono incostruttive, volte allo sconvolgimento di un sistema. Ti spiego. Tommasi di Lampedusa ne Il Gattopardo  ci dice che “Bisogna cambiare tutto affinché non cambi nulla”. Fu una premonizione che però descrisse l’Italia e il nostro destino già nel ‘57. Questo siamo in Italia. E’ scritto. Dunque Grillo è solo il moto rivoluzionario che contribuisce al fatto che, di nuovo, nulla cambi. E così sia.

Mentre ero al bar dello sport il mio grido è rimasto soffocato dallo sbalordimento di sentire tante idiozie. Il mio grido era propositivo. Idealmente ho gridato a tutti i politicanti del bar dello sport di badare a ciò che dicevano,non per altro perché la loro visione era limitata al loro piccolo mondo. Un politico, buono o cattivo che sia, ha una visione che scavalca gli orizzonti della stessa nazione. Questo non vuol dire che i politici facciano bene il loro lavoro. Questo vuol dire che bisogna valutare attentamente uno scenario che richiede ben più di qualche ora passata ascoltando radio radicale o un “comizio” del Pagliaccio. Chiedevo insomma, ai miei ideali interlocutori, di studiare a fondo quello di cui parlavano con banalità. Purtroppo io sono convinto che la verità non sia per tutti. Rimango della mia convinzione. A troppi fa comodo usare idee preconfezionate.

Mi chiedesti una volta quale fosse la mia posizione in politica. Come immaginerai non mi immedesimo in nessuno e nessuna ideologia corrente. Credo alla libertà ma anche al bene comune e credo che talvolta il bene comune possa prevaricare la libertà. Questa è filosofia politica e a me non interessa parlarne adesso. Sappi che attualmente deploro con rabbia l’inconsistente sinistra Italiana composta di tanti individualismi e particolarismi cechi della realtà convinti di vivere ancora cento anni fà. Odio la ridicola sinistra più di quanto odi la corruzione della destra. Il centro? Bhe…tu conosci il mio ghigno quando si parla di Mastella o Casini. Del resto tu mi conosci, e lo sai.

Ti lascio alcuni interrogativi. Mi piacerebbe ricevere una risposta sincera.

Credi all’uguaglianza sociale, siamo tutti uguali? Tutti possiamo portare gli stessi benefici alla collettività ?  Se credi che siamo diversi, come gestire questa diversità?

A presto,

Antonio

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