Può una web application aziendale essere 2.0? La risposta è SI!
Il 2.0 è una filosofia, un modo di pensare il web ma sopratutto è un approccio. La filosofia 2.0 parte dal presupposto che il lavoro fatto dalla somma di infinitesimi contributi è meno costoso dello stesso lavoro fatto da una sola persona. Wikipedia è l’esempio più chiaro. Una qualunque azienda è di per se, concettualmetne, una struttura di tipo 2.0. Si, avete capito bene: azienda=2.0. Diversi operai fanno diversi lavori che assieme permettono ai capibranca di raggiungere altri risultati che sommati tra loro permettono (o ahinoi non permettono) il raggiungimento degli obiettivi aziendali. L’operaio è dunque l’utente di wikipedia che scrive una voce dell’enciclopedia. I capibranca sono gli amministratori che verificano la qualità e la consistenza del lavoro degli operai/autori. Tutti contribuiscono al successo dell’Azienda, enciclopedia.
Partendo da questa sofistica descrizione aziendale è interessante pensare a come progettare in quest’ottica delle applicazioni. Immaginiamo di dover creareun gestionale per una azienda che eroga corsi, ovvero vende corsi eterogenei tra loro. Quest’azienda ci chiede di creare un software che gestisca i docenti, contenga ovviamente anagrafiche e contatti e che gestisca le propensioni dei docenti. E’ verosimile che l’azienda abbia bisogno di sapere quale docente sia preparato in una certa materia, ma possiamo supporre che all’azienda faccia piacere anche sapere se un docente si sente preparato o meno in un determinato corso. La risposta a tutte queste risposte è solo una: 2.0.
Se state pensando ai docenti presenti nel portfolio aziendale come a degli utenti…siete sulla strada giusta. Proseguendo su questa strada potete immaginare che la nostra applicazione si componga di dua parti. La prima parte potrebbe essere una parte gestionale che si occupa di aggiornare il portfolio dei corsi erogabili, la gestione dei clienti, gestione dei corsi e gestione contabile. La seconda parte potrebbe invece essere dedicata ai nostri docenti/utenti. Ogni docente dovrebbe avere la possibilità di accedere ai suoi dati e modificarli (è suo interesse del resto). Ogni docente dovrebbe essere in grado di potere visionare i corsi che la nostra azienda eroga. Fin qui…c’è ben poco di 2.0! La vera rivoluzioneper le dinamiche aziendali potrebbe venire dal permettere ai docenti di autovalutarsi per tutti i corsi erogati. Se un docente ha interesse a insegnare per un dato corso, avrà interesse a valutarsi positivamente per quel corso. Viceversa se un certo corso è per lui materia oscura non si valuterà affatto. Abbiamo in questo modo ottenuto un meccanismo di autovalutazione che permette all’azienda di prima di avere un portfolio docenti che è aggiornato (è il docente che lo fà ) e sopratutto non vi è l’onere da parte dell’azienda di chiedere ad ogni docente le competenze professionali pregresse o magari in via di definizione. Vi sembra poco? Pensate ad intervistare un migliaio di docenti in città diverse. Pensate alla fatica che costerebbe cercare nuovi docenti per ogni nuovo corso aggiunto al portfolio corsi. Il web 2.0 demoltiplica il lavoro ed è estremamente affidabile. Vien da se che è possibile dare un peso diverso ai diversi docenti e mettere a sistema le autovalutazioni con eventuali profili psicologici o anche tenere in considerazione la percentuale di successo dei corsi precedenti. Non credete che questo sia possibile? Chiedete ad INFOLOGOS cosa ne pensano
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