Creare un design di successo

Da dove viene l’ispirazione per un design di successo?

Innanzitutto dovremmo interrogarci cosa sia un design di successo. Per come la vedo io, un design di successo è un design innanzitutto bello, abbastanza (e dopo capiamo perchè solo abbastanza) originale, di impatto che ottenga l’effetto desiderato, qualunque esso sia.

Un design non può mai essere totalmente originale. Credo sia finita l’epoca della originalità e sia iniziata l’epoca in cui ci si interroga su cosa prendere, da chi prenderlo e come metterlo assieme. Tutto, (per beneficio di dubbio diciamo anche) o quasi tutto è già stato fatto sul web quindi è improbabile poter apportare innovazioni di design.

Seppur si parta con le più buone intenzioni e ci si metta davanti ad un foglio bianco con dei pastelli il risultato in qualche misura non potrà essere mai statisticamente originale. Il web spesso viene associato a sistemi biologici, più o meno intelligenti. Senza congetturare troppo su questo mi sento di dire che nel web di certo vigono le leggi di darwin. La selezione naturale è tra le piu belle caratteristiche del web.  I siti nascono, crescono, si riproducono, muoiono in funzione del successo che hanno. Lo stesso vale per quanto è legato al web come i browser (fortunatamente infatti internet explorer si sta lentamente estinguendo proprio grazie al darwinismo del web), gli standard, i protocolli, i design.

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Organizzare un addio al Celibato

Organizzare un addio al celibato non è mai cosa facile.

Prima di tutti bisogna capire cosa si vuole.  Prima di organizzarlo la prima volta ero convinto che l’addio al celibato fosse fatto di donne nude che ballavano davanti il futuro sposo, della serie guardare e non toccare. Poi però mi son scontrato con la realtà e non mi sembrava ne opportuno ne adeguato fare una cosa del genere.

L’idea

L’addio al celibato, deve essere qualcosa che da un taglio col passato. Una serata indimenticabile per il futuro sposo, una serata di bagordi tra amici, dove si fan stupidaggini, si ride e si beve tanto. Per incastrare tutto questo allora abbiam pensato, ispirati dalla rete, ad una “caccia al tesoro”. L’idea era di far conquistare le virtù del matrimonio attraverso delle prove e pagando dei pegni.

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Università

Arrivò il periodo dell’università..Mentre mi laureavo alla triennale e entrai per la prima volta in contatto con l’informatica, quella vera. L’informatica si chiamava Viviana B. ed era una docente della facoltà di informatica di Torino: la mia relatrice. Al primo incontro andai convinto di fare bella figura, ma fui subito smontato dalla buona Viviana; Volevo fare una tesi sulla sicurezza informatica, credendo che conoscere qualche cosa di networking e qualche rimedio agli attacchi comuni fosse sufficiente a fare una tesi. Ho ricevuto parecchi schiaffi (morali ovviamente)  da Viviana che mi ha fatto capire che l’informatica è una cosa seria, che è una branca della matematica e che non basta credere ma bisogna sapere per essere un informatico. Ancora oggi penso che quello che sono oggi è in larga misura merito dell’incontro con lei. La mia tesi alla fine è stata sulla sicurezza informatica, sulle basi, ovvero la crittografia. Interessante studio e tesi mediocre.

Nello stesso anno feci un acquisto davvero azzardato: Matrox RTX 100;

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Avvento del Cellulare e di Internet

Non credo di essere così vecchio (25 anni, ancora per qualche giorno) ma ricordo, e sembra passata una eternità ai tempi delle superiori dove si iniziavano a vedere i primi “Cellulari”. Mattoni da mezzo chilo, che ci si trascinava appresso. A posteriori mi chiedo se serviva davvero. Ovviamente la risposta è no ma come rinunciare alla comodità di quel mattone rispetta alla già obsoleta cabina telefonica? Sembra passata una vita dall’ultima volta che ho fatto una chiamata da una cabina telefonica. Poi si sono diffusi gli sms. Sono rimasto indenne agli sms per qualche anno, prima di coglierne il potenziale.

Tutto è iniziato a causa della Vodafone, e del mio compagno di banco, Valentino.

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Genesi

Tutto iniziò con un computer x86 con il monitor nero e verde che era nello studio di mio padre. Non credo di averlo mai usato. Ricordo il rumore della stampante ad aghi.

Poco dopo arrivò il 386, il primo computer con cui io sia mai entrato in contatto. All’epoca si pensava che il computer era un qualcosa di sofisticato e scientifico. Mio padre lo usava per qualche programma di gestione clienti o forse gestione finanziaria.. io per i giochi di ms-dos. Ricordo prince of persia; non sono sicuro di averlo realmente finito. Per giocare dovevo imparare per forza qualche comando dos. Quello fu l’inizio della mia formazione: i giochi su dischetti. Ricordi confusi e poi il mio primo contatto con windows 95. Era ad un centro commerciale con mia madre. All’uscita c’erano delle promoter con uno stand e un computer… con uno schermo a colori (colori veri, non i grigiume visto fino allora). Non mi ci soffermai. Credo che era il periodo delle medie.

Arrivò a casa mia il Pentium 166Mhz.

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(La mia) storia della tecnologia e dell’informatica

Una delle cose sulle quali rifletto spesso è il punto a cui è arrivata la tecnologia contemporanea. Ci penso davvero spesso e con stupore di bambino gioisco sorridendo soddisfatto del livello di tecnologia e informatizzazione che ha raggiunto la mia vita. Nel breve periodo pubblicherò la Storia della tecnologia, ovvero la mia versione dell’evoluzione della tecnologia e dell’informatica. E’ la mia visione della tecnologia che ci circonda e sebbene non sia seriamente la storia della tecnologia e dell’informatica è la storia di come la tecnologia e l’informatica siano entrati e siano parte della mia vita.

 

EDIT:

Ecco qui la storia in capitoli:

La Genesi

L’avvento del Cellulare e di internet

L’Università

 

 

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Cap. 4 – Conclusioni

Cap. 4 – Conclusioni

La carriera di Federico Fellini è da ammirare. Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di temi e stili. L’esperienza unica di crescere durante il periodo fascista e di lavorare durante il periodo della ricostruzione, ha dato ai suoi film una serie di significati che possono essere letti sia sul piano personale così come a livello nazionale.

Nel suo cinema, Fellini ha mantenuto coerenza di temi e ha ancora trovato nuovi modi per esplorarli. Il suo inesauribile sforzo di capire gli archetipi della vita italiana è stato fatto senza dubbio per migliorare la cultura dal paese, ma è stato fatto anche capire se stesso.

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Cap. 3 – Amarcord

Cap. 3 – Amarcord

Rilasciato nel 1974 e ambientato in era Fascista (anni 30), Amarcord racconta la storia di un gruppo dii personaggi che vivono nella città di Rimini. Il film è spesso considerato come una delle opere più autobiografiche, basata sulla sua infanzia. Molti dei personaggi sono basati su personaggi reali della memoria di Fellini. Amarcord è essenzialmente lo studio di decine di personaggi. C’è il giovane Titta e la sua larga famiglia, suo padre arrestatocon l’accusa di essere un oppositore al regime. Suo zio Teo, malato mentale. Gradisca, la bellezza cittadina ammirata da tutti. Fellini descrive questi personaggi ed altri e descrive la loro vita sotto l’oppressione del regime fascista. Il film non segue una linea continua ma si basa su una serie di eventi che coinvolgono le persone della città. I personaggi di Amarcord sono una metafora dell’intera Italia durante il periodo fascista.

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Cap. 2 – Otto e mezzo

Cap. 2 – Otto e mezzo

Nel 1960, Fellini ha pubblicato il film che lo ha portato alle luci della ribalta: La Dolce Vita. Inizialmente accolto da polemiche e divieti il film acquisisce apprezzamenti a livello mondiale divenendo un classico. Di fronte alla pressione della creazione di un successivo film di successo, Fellini era molto confuso per quanto riguardava il suo prossimo progetto. Il periodo che seguì sarebbe quello in cui Fellini ha cercato ispirazione nel scritti di Carl Jung. Come detto in precedenza, il suo interesse per i sogni e la sua propria confusione ha portato alla creazione del film, forse il suo più grande, 8 ½ (originariamente intitolato “La Bella Confusione”). Per Fellini, l’ispirazione per fare 8 ½ “È venuto dopo un lungo periodo di auto-esame”. Egli scrive: “Io ho sentito il bisogno di trovare risposte alle innumerevoli domande … Così, in un viaggio interiore. “

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Cap.1 – Fellini

Cap.1 – Fellini

Guido Anselmi, visto da dietro, si trova da solo in macchina in una strada congestionata dal traffico. Un uomo nell’ auto davanti a lui guarda indietro, a Guido e poi alla fotocamera che vola oltre il tetto dell’automobile, come se cercasse di trovare la causa del traffico. Nell’ auto alla sinistra i genitori di Guido. Un po’ più in la, un gruppo di persone in un autobus hanno le braccia fuori dal finestrino. L’automobile di Guido lentamente si riempie di fumo bianco. Sembra che lo sguardo di tutte le persone circostanti sia focalizzato su di lui, che, preso dal panico cerca di scappare della automobile nella quale è rinchiuso.

La fotocamera inquadra Carla, la sua amante, che si compiace dei baci dei un estraneo.

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